/ Cronaca

Cronaca | 23 ottobre 2019, 15:18

Salmour, 63enne a processo per tentato omicidio aggravato

Lo scorso 8 maggio aggredì un operaio di Cherasco. Il fratello dell’imputato: “L’ho trattenuto, aveva un coltello e una barra di ferro”

Salmour, 63enne a processo  per tentato omicidio aggravato

Prima sentii un urlo, poi vidi P., sanguinante, che correva verso di me”. E’ il racconto fatto questa mattina in tribunale a Cuneo del fratello di G.S., a processo per tentato omicidio con l’aggravante dei motivi futili e abbietti.


Lo scorso 8 maggio il 63enne di Salmour aveva aggredito, ferendolo gravemente, un 47enne cittadino rumeno residente a Cherasco.

Mio fratello teneva un coltello da una parte e dall’altra una barra di ferro, aveva una faccia da bestia che non gli avevo mai visto”, ha spiegato il testimone. L’ho trattenuto mentre lui continuava a urlare ‘deve finirla di insultarmi’”.

La vittima, costituito parte civile con l’avvocato Roberto Ponzio, faceva lavori saltuari per l’officina di riparazione macchine agricole di proprietà dei fratelli S.: “Gli avevo detto che G. era un tipo particolare da lasciare stare, perché se sbagli a parlare si offende e si scalda subito. Ma non si era mai mostrato violento prima”.

Il fratello ha raccontato che G.S. dal 2013 aveva smesso di lavorare in officina “il che mi aveva fatto piacere perché creava soltanto problemi” e si era “fissato” con la palestra: “Aveva perso gli amici, usciva di casa solo per andare a ad allenarsi a body building”.

I motivi dell’aggressione sarebbero dovuti a qualche parola che l’imputato non aveva più tollerato: “Nostra madre diceva che lui si lamentava perché P. gli rinfacciava che poteva anche non lavorare tanto non aveva bisogno di soldi”.

L’imputato, difeso dall’avvocato Piercarlo Botto, con spontanee dichiarazioni si è limitato a dire di essere stato “tormentato per anni”: “Diceva che ero ricco, e continuava ad insistere”.

L’operaio rumeno aveva riportato una ferita alla guancia sinistra che, secondo il perito del procuratore capo Onelio Dodero, avrebbe potuto portare a conseguenze ben più gravi di uno sfregio, i cui postumi non si sono ancora stabilizzati. Per il consulente della difesa invece “la probabilità di ottenere la morte in concreto era molto bassa”.

L’udienza è stata rinviata il 18 dicembre.

Monica Bruna

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium