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Economia | 23 ottobre 2019, 14:50

Mahle spiega i motivi della chiusura: "Per oltre un decennio i due siti hanno sofferto una continua contrazione delle vendite"

A margine il presidente della Confindustria Cuneo, Mauro Gola ha commentato la scelta dell'azienda: "Dispiace sempre quando chiude un'unità produttiva locale, ma non si può costringere le aziende a produrre materiali che non hanno richiesta di mercato"

Mahle spiega i motivi della chiusura: "Per oltre un decennio i due siti hanno sofferto una continua contrazione delle vendite"

La Mahle ha diffuso una nota in cui spiega le motivazioni della scelta di chiudere gli stabilimenti di Saluzzo (230 dipendenti) e La Loggia (220). Le dichiarazioni del colosso tedesco arrivano al termine del tavolo di questa mattina, mercoledì 23 ottobre, presso l'Amma di Torino. Incontro che, ricordiamo, è stato anticipato da un presidio dei lavoratori che hanno manifestato la loro rabbia per la scelta.

"Questo passo si è reso necessario" - scrive l'azienda - "a causa della sempre più difficile situazione di mercato a livello globale, che sta conducendo ad un ulteriore declino negli ordinativi, dopo che per oltre un decennio i due siti hanno sofferto di una continua contrazione delle vendite e della conseguente situazione economica negativa. Ci si attende purtroppo che questa situazione deteriori ulteriormente a causa della mutata direzione strategica delle case automobilistiche europee. Il trend negativo e generalizzato, in particolare per i motori diesel, sta inoltre ulteriormente aggravando la situazione."

"La riduzione del livello di ordini a livello europeo"
- continua - "principalmente nella produzione di motori diesel, ha notevolmente ridotto la capacità utilizzata, attuale e futura, degli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo, in cui vengono prodotti pistoni. Pertanto, Mahle si trova purtroppo costretta a programmare la chiusura degli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo, e a breve saranno avviate le consultazioni con le organizzazioni sindacali. L’azienda collaborerà strettamente con i rappresentanti dei lavoratori al fine di considerare ogni possibile misura alternativa e minimizzare il potenziale impatto sui circa 450 dipendenti dei due stabilimenti coinvolti."

L'azienda ha poi diffuso quelli che sono i numeri del gruppo: "Nel 2018 il gruppo ha generato vendite per circa 12,6 miliardi di Euro. Conta più di 79.000 dipendenti ed è presente in più di 30 Paesi con 160 stabilimenti. In 16 centri di ricerca e sviluppo in Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Spagna, Slovenia, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Cina ed India, più di 6.100 ingegneri e tecnici stanno lavorando a soluzioni innovative per la mobilità del futuro."

A margine di questa dichiarazione, durante la presentazione dell'analisi congiunturale trimestrale del quarto trimestre 2019 in programma questa mattina presso la sede di Confindustria Cuneo, il presidente Mauro Gola ha dichiarato sulla crisi presso la Mahle.

"Dispiace sempre quando chiude un'unita produttiva locale, ma non si può costringere le aziende a produrre materiali che non hanno richiesta di mercato".

 

Daniele Caponnetto

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