/ Politica

Politica | 23 ottobre 2019, 15:29

"In politica, separazioni spesso imputabili a tensioni personali: ecco perché ho partecipato all'ultima Leopolda"

Riceviamo e pubblichiamo

Ivan Rusignuolo

Ivan Rusignuolo

Gentile Direttore,

dodici anni fa quando ho abbandonato l’esperienza sindacale, ho contribuito insieme ad altri amici, a fondare il Partito Democratico cuneese, fusione dell’allora Margherita e DS. Per molti anni ho rivestito la carica di vice segretario affiancando quasi tutti e sette i segretari che si sono succeduti negli anni.

Nel 2012 alle elezioni amministrative cuneesi, ho avuto l’incarico dal partito per la gestione della trattativa con altre forze politiche di coalizione e il conseguente mandato a sottoscrivere il programma di governo del candidato sindaco vincitore delle primarie.

Come molti ricordano, in quell’anno, si è determinata una prima scissione locale che ha portato alcuni importanti esponenti politici di rilievo a uscire dal partito democratico per far poi nascere una lista civica ancora oggi presente in maggioranza in consiglio comunale. Ho sempre ritenuto che, al di là delle diverse scelte politiche che ognuno di noi fa, è fondamentale far prevalere i rapporti interpersonali consolidati negli anni trascorsi insieme, in quanto indispensabili per un miglior funzionamento del sistema politico, più umano, civile e meno bellicoso nell’interesse della comunità.

Spesso, anche in politica, le separazioni sono imputabili a tensioni di natura più personale che di programmi. Così come in passato, anche per questa scissione nazionale, ho voluto esserci, per comprendere meglio.

Ho, quindi, partecipato con alcuni conoscenti, amici e compagni di avventura politica alla 10 Leopolda in Firenze, evento che ha dato origine alla nascita di un nuovo soggetto politico.

Ho sempre abbracciato e condiviso la tesi sociologica volta ad un’analisi dei fenomeni di gruppo, più che con l’utilizzo degli strumenti statistici, calati direttamente nella realtà al fine di conoscere meglio e personalmente il fenomeno sociale in questione, senza filtri e condizionamenti. Non sempre è possibile, in questo caso lo è stato, perché aperto.

Considero, quanto accaduto un possibile valore aggiunto per il centro sinistra e non sono tra quelli che ha festeggiato quanto Renzi è uscito dal partito. A Firenze ho rincontrato e conosciuto, amministratori, persone competenti, giovani motivati che hanno a cuore il futuro del nostro paese. Questo mio modo di agire, a prescindere dal colore politico e a volte anche dalle idee contrapposte, l’ho assunto anche negli incarichi svolti nel mondo sindacale, nell’associazionismo e nei comitati di quartiere.

Per questa ragione alcune settimane fa, con un gruppo d’amici, ho rilanciato e condiviso l’azione che spesso occorre ricoprire in politica in situazione delicate come questa, quella dei pontieri, al fine di mantenere un dialogo aperto con un’area complementare a quella in cui ci troviamo.

Nell’assemblea cittadina organizzata dal PD cuneese, tenutasi lunedì 21 ottobre e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti del partito a tutti i livelli (nazionale, regionale, provinciale e locale) si è affrontato il tema in questione, introducendo una prima analisi in merito alla proposta nazionale di un nuovo statuto del Partito Democratico.

L’obiettivo del PD è quello di creare una grande casa dei riformisti, dei democratici e dei progressisti italiani, rilanciando l’ambizione di un grande partito unitario, plurale per vocazione e aperto per costituzione, saldo punto di riferimento e protagonista indispensabile in Europa. Un partito di relazioni sociali, di mediazione dei conflitti, di proposta, che investe sul protagonismo femminile e giovanile offrendo spazi di progettualità, di cittadinanza e d’iniziative permanenti.

Insomma, un progetto capace di rinnovare il rapporto tra partiti e democrazia nella consapevolezza che senza questi ultimi la nostra democrazia diventa più debole e i cittadini rimangono più soli.

Occorre far vivere davvero il “metodo democratico” promuovendo un nuovo rapporto autentico tra partecipazione e decisione. La carta dei valori del nuovo soggetto politico IV, si differenzia sostanzialmente dall’intercettazione di un più ampio bacino di consensi ora smarrito, come ha dichiarato lo stesso leader di Italia Viva e dalla modalità di rappresentanza.

Sono iscritto al partito democratico e non a Italia Viva, al momento presiedo l’assemblea degli iscritti al circolo del PD di Cuneo. Sino a quando ci saranno le condizioni per poter perseguire concretamente gli obiettivi prefissati, continuerò a dedicare il mio tempo politico alle relazioni, al dialogo, al confronto anche con le altre forze politiche vicine ai nostri valori.

Grazie,

Rusignuolo Ivan, Presidente Assemblea degli iscritti al Partito Democratico - Circolo di Cuneo

 

comunicato stampa

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium