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Sanità | 23 ottobre 2019, 09:56

Sondaggio del Nursind: in Piemonte c'è un infermiere ogni 10 pazienti, troppi per lavorare in modo ottimale

Ieri alcuni rappresentanti del sindacato hanno incontrato l'assessore regionale alla Sanità Icardi. "Sono consapevole delle difficoltà, servono assunzioni, ma prima è necessario affrontare la questione riorganizzazione"

Sondaggio del Nursind: in Piemonte c'è un infermiere ogni 10 pazienti, troppi per lavorare in modo ottimale

NurSind Piemonte, il sindacato degli infermieri, nei mesi scorso ha svolto un sondaggio su un campione significativo di circa 1000 infermieri in servizio presso i reparti di area medica e chirurgica di tutti i principali presidi ospedalieri del Piemonte.

Una premessa: dallo studio registered Nurse forecasting (RN4CAST) emerge che il rischio di mortalità a 30 giorni dei pazienti chirurgici è superiore del 21% rispetto a quello che è ragionevole ritenere si avrebbe se il rapporto pazienti/infermieri fosse nella misura ottimale di 6:1.

6 a 1: rapporto ottimale! Ma le cose, secondo i dati emersi dal sondaggio, sono molte diverse: in Piemonte il 52% degli infermieri operanti nei reparti di degenza di area medica e chirurgica lavora con un rapporto paziente infermiere uguale o superiore a 10:1

Di questi solo il 16,1% dichiara di lavorare con un rapporto 10:1 mentre il 28,5% si attesta ad un rapporto che va da 10 a 15:1 e il 7,3% addirittura oltre il 15:1

Forti criticità nella provincia di Torino dove oltre il 60% afferma di lavorare con un rapporto paziente infermiere tra il 10 e 15:1 e il 10% oltre al 15:1

Abbastanza uniforme il dato nei grandi presidi ospedalieri di Città della Salute e città di Torino ma anche in provincia i dati non cambiano: Rivoli, Chieri, San Luigi, l’Asl TO 4 spicca per maggiori difficoltà.

In testa, per un migliore rapporto paziente infermiere, si colloca la provincia di Biella. Percentuali per niente confortanti nelle altre province: ad Asti la quasi totalità degli infermieri che lavora in queste aree lo fa con un rapporto tra 10:1 e 15:1.

Non va meglio nella provincia di Cuneo, dove il rapporto infermiere paziente in questi reparti fatica a scendere sotto i 10:1.

Quali sono i rischi reali? Si rileva una difficoltà a rispettare le raccomandazioni ministeriali e i protocolli aziendali previsti per ridurre il rischio di errore durante la somministrazione della terapia.

"E’ evidente che per arrivare ad un rapporto paziente infermiere adeguato a tutelare la salute del cittadino mancano all’appello ancora qualche migliaio di infermieri in Piemonte", ha dichiarato Francesco Coppolella, segretario regionale del NurSind. Che ha concluso: "Mancano medici e rischiano di chiudere alcuni servizi a se mancano gli infermieri chiudiamo direttamente gli ospedali".

Nella giornata di ieri 22 ottobre c'è stato un incontro tra i rappresentanti del Nursind Piemonte, sindacato infermieristico e Luigi Genesio Icardi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Tanti i temi trattati: tra questi il fabbisogno di personale infermieristico oltre al sovraaffollamento dei pronto soccorso, delle criticità legate all'emergenza e non per ultimo, la necessità di potenziamento della rete territoriale dove gli infermieri possono e devono giocare un importante ruolo per dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini.

L'assessore Icardi: "Quello di ieri è stato un incontro di reciproca conoscenza. Ci siamo confrontati su tanti temi e conveniamo su quelle che sono le necessità e difficoltà del mondo infermieristico. Va detto che molte delle normative di riferimento sono nazionali e non possono essere bypassate. Il primo passo è quello della riorganizzazione, perché ci sono degli squilibri evidenti. Poi si arriverà anche a quello delle assunzioni".

"Siamo soddisfatti della disponibilità e dell'attenzione mostrata da parte dell assessore rispetto a quanto abbiamo voluto portare alla sua attenzione", ha dichiarato Coppolella. Abbiamo condiviso la necessità degli infermieri di poter svolgere la propria funzione in condizioni di lavoro dignitose. Abbiamo riscontrato sensibilità da parte dell assessore rispetto ai bisogni degli infermieri e al riconoscimento del loro ruolo". 

bsimonelli

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