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Politica | 26 ottobre 2019, 07:30

#controcorrente: l’Asti-Cuneo, se continua ancora il "balletto" della politica, non verrà mai completata

Siamo arrivati al paradosso che adesso è l’Europa a chiedere al Governo italiano quale strada intenda percorrere: la soluzione Delrio, già autorizzata, oppure la Toninelli, su cui la Ue ha invitato a presentare ulteriori chiarimenti

L'Asti-Cuneo interrotta nei campi di Cherasco

L'Asti-Cuneo interrotta nei campi di Cherasco

Sull’autostrada Asti-Cuneo, il "balletto" della politica continua. Alla faccia dei cittadini e delle loro necessità. Dal 2012 ci sono 9 chilometri da completare tra Cherasco e Alba. E se continua così resteranno da concludere ancora per molti anni.

I Governi di centrosinistra in carica dopo le elezioni del 2013 hanno la responsabilità di essersi occupati del problema con troppa “leggerezza”, arrivando a una possibile soluzione solo nel 2017. Quasi a fine mandato dell’esecutivo Gentiloni. Il percorso, però, l’allora ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, l’aveva trovato. Ottenendo anche il via libera dall’Unione Europa.

Ma la chiamata alle urne del 2018 ha cambiato le carte in tavola. Al Governo sono andati la Lega e il MoVimento 5 Stelle e al posto di Delrio è arrivato il ministro grillino Danilo Toninelli, il quale ha modificato totalmente la formula del finanziamento per ultimare l’opera. Nello scorso marzo lui e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in visita al cantiere bloccato, avevano promesso una rapida ripresa dei lavori. Entro l’estate.

In realtà è stato un azzardo, visto che il progetto doveva ancora ottenere l’ok, incassato poi in seguito, da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) e rispondere all’invito di ulteriori chiarimenti sollecitati dalla Ue. Ad agosto il Governo giallo-verde è entrato in crisi ed è stato sostituito da quello Movimento 5 Stelle-Partito Democratico-Liberi e Uguali. A cui, nelle ultime settimane, si è aggiunta la compagine “scheggia” di Renzi, Italia Viva, staccatasi dal Pd.

Ora, alle Infrastrutture,  c’è un nuovo ministro Dem: Paola De Micheli. Ammesso che il Governi duri nel tempo, la responsabile del dicastero dovrà capire i problemi legati a quel tratto dell’Asti-Cuneo da completare. Stretta in una morsa piuttosto complicata: scegliere il progetto Delrio che può partire subito, ma sempre avversato dagli attuali alleati grillini, oppure decidere per la soluzione prospettata da Toninelli, decisamente più incerta sul fronte autorizzativo.

Siamo arrivati al paradosso che, ora, è l’Europa a chiedere al Governo italiano quale strada intenda percorrere. Lo ha ribadito questa settimana la rappresentanza della Commissione Ue al presidente della Regione, Alberto Cirio, e al sindaco di Alba, Carlo Bo. A questo punto l’esecutivo Conte e il ministro De Micheli devono decidere. In fretta. Perché il territorio della provincia di Cuneo non può più attendere, condannato a un isolamento ormai insopportabile.     

#controcorrente

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