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Confartigianato notizie | 30 ottobre 2019, 09:17

Confartigianato in audizione al Senato sull'Ecobonus: "Abrogare sconto in fattura, esclude dal mercato i piccoli imprenditori del sistema casa”

"Così come è formulata, la disposizione produce una importante distorsione del mercato che va ad escludere in gran parte le piccole imprese del “sistema casa” (costruzioni, installazione impianti, serramenti), la cui liquidità risulta insufficiente per poter praticare lo sconto"

Immagine di repertorio

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Va abrogata la norma del Decreto Crescita che prevede lo sconto immediato in fattura per i lavori relativi a ecobonus e sismabonus.

Lo hanno chiesto i rappresentanti di Confartigianato intervenuti lo scorso 29 ottobre, assieme agli altri esponenti delle organizzazioni dell’artigianato, all’audizione della Commissione Industria, commercio e turismo del Senato nell'ambito dell'esame dell’affare assegnato sulle ricadute dei sistemi di incentivazione per la riqualificazione energetica degli edifici sulle filiere produttive di settore.

La misura contestata prevede che chi effettua lavori di riqualificazione energetica o antisismici possa chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori.

Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato in 5 anni tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare in compensazione. Inoltre, l’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi. Non potrà invece cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari.

"Così come è formulata, - spiega Luca Crosetto, presidente territoriale di Confartigianato Cuneo - la disposizione produce una importante distorsione del mercato che va ad escludere in gran parte le piccole imprese del “sistema casa” (costruzioni, installazione impianti, serramenti), la cui liquidità risulta insufficiente per poter praticare lo sconto. Soltanto i fornitori più strutturati e dotati di elevata capacità organizzativa e finanziaria saranno infatti nella condizione di anticipare all’utente la somma necessaria ad integrare lo sconto, nonché di avere una sufficiente capienza fiscale per compensare il credito di imposta".


In provincia di Cuneo le MPMI del “settore casa” sono circa il 50% del totale di imprese registrate, attualmente ammontanti a 18 mila. Confartigianato Cuneo con le sue oltre 9 mila imprese associate, rappresenta circa 4.500 aziende potenzialmente referenti dell’Eco-bonus.

"L’abrogazione dello sconto in fattura, - aggiunge Domenico Massimino, vicepresidente nazionale di Confartigianato – consentirà di restituire equilibrio ed efficacia ad un sistema di incentivi che rappresenta un valido strumento per la riqualificazione energetica e la sostenibilità del patrimonio immobiliare e per il rilancio del settore costruzioni".

comunicato stampa

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