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Al Direttore | 31 ottobre 2019, 18:30

L'onorevole Monica Ciaburro sulla crisi degli stabilimenti Mahle di Saluzzo e La Loggia

Riceviamo e pubblichiamo

Monica Ciaburro

Monica Ciaburro

"L’ordine del giorno che ho presentato ha lo scopo di impegnare il Governo a porre in essere iniziative concrete volte a salvaguardare i 450 lavoratori degli stabilimenti Mahle di Saluzzo e La Loggia. I vertici aziendali della Mahle, azienda specializzata nella produzione di componenti automobilistici, hanno da poco annunciato la chiusura delle due fabbriche per inizio 2020, avviando lo scorso 24 ottobre la procedura di licenziamento collettivo per 453 dipendenti, di cui 244 nella sede di La Loggia, con tutte le drammatiche conseguenze del caso.

Si tratta dell’ennesima crisi industriale in una Regione, il Piemonte, dove si concentrano oltre un terzo delle imprese della componentistica auto Made in Italy. Una crisi quella dell’automobile in Piemonte, la cui produzione è calata dell’80% in 10 anni, che non si arresta e che dopo l’ex Embraco, la Olisistem e la Lear, non ha risparmiato nemmeno la Mahle.

Il Governo sembra non accorgersi della profonda crisi del settore diesel, e dopo essersi schierato apertamente contro quest’ultimo, non si è curato affatto di incentivare le alternative. La Mahle, che ha a quanto pare deciso di trasferirsi in Polonia, è una delle tante multinazionali che sono solite operare per anni nel nostro Paese, e nel momento in cui le condizioni economiche non sembrano essere vantaggiose come un tempo, decidono di delocalizzare e spostare la produzione all’estero, con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie.

Le Istituzioni sono rimaste troppo spesso a guardare questo fenomeno, senza provare in alcun modo a porre un freno alle delocalizzazioni. E’ arrivato il momento che il Governo agisca e metta in campo tutti gli strumenti possibili per scongiurare nuove delocalizzazione di aziende site in Piemonte, come in tutto il territorio nazionale, anche in relazione alla possibile fusione fra Fiat Chrysler e Peugeot e quindi alla logica possibilità della chiusura di nuovi stabilimenti e la perdita di nuovi posti di lavoro.                

La parola “lavoro”, in questi casi non va intesa esclusivamente come l’applicazione di energia umana per il conseguimento di un fine determinato ma va concepita anche come dotazione indispensabile affinché possa esserci dignità, salubrità ed equilibrio psicologico nella vita delle persone. Per questo con questo ordine del giorno vorrei mettere in luce il problema della crisi del settore automotive e parallelamente impegnare il Governo a prendersi carico della specifica e preoccupante situazione della Mahle, la cui soluzione non può in alcun modo essere procrastinata, visto il numero di operai coinvolti, il numero di famiglie ed il significato sociale che questa azienda ha nelle realtà di Saluzzo e La Loggia".    

On. Prof.ssa Monica Ciaburro

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