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Cronaca | 01 novembre 2019, 07:45

Polemizza per gli spostamenti d’aria dell’elisoccorso, ma a Crissolo non esistono alternative e l’elicottero “potrebbe non più atterrare in paese”

Un privato cittadino, proprietario di seconda casa, distante alcune decine di metri dalla piazzola di atterraggio in centro paese, scrive a più riprese e chiede il risarcimento per un paio d’occhiali, a suo dire caduti a causa del flusso d’aria spostato dal mezzo aereo. Ma non ci sono in paese altro siti d’atterraggio adatti. Il sindaco: “Inconcepibile, se c’è in ballo una vita umana l’elicottero può atterrare anche sul tettino di una macchina, se serve”

L'elisoccorso a Crissolo

L'elisoccorso a Crissolo

L’elisoccorso potrebbe non più atterrare a Crissolo”.

Il motivo? Lo ha spiegato il sindaco Fabrizio Re in persona, a margine dell’ultimo Consiglio comunale di mercoledì sera: “C’è una persona che ha scritto più lettere di lamentele in merito all’atterraggio dell’elisoccorso nella piazzola in centro paese”.

Il sito di atterraggio (in orario diurno) si trova sul margine est del piazzale (adibito a parcheggio) che trova posto sulla sponda destra del fiume Po.

Era stato individuato e realizzato dalle passate Amministrazioni comunali: d’estate viene delimitato da una serie di dissuasori in cemento e da catene, onde evitare che venga occupato dalla “sosta selvaggia”. D’inverno, invece, le barriere vengono rimosse, per consentire lo sgombero neve.

Avere un sito di atterraggio per elisoccorso in centro paese, specialmente in montagna, è di enorme importanza. Oltre infatti a garantire un rapido intervento, risulta fondamentale, in quei casi in cui non vi siano ambulanze o mezzi “di terra” che intervengano a supporto dell’elisoccorso. In queste situazioni, infatti, atterrare in centro paese permette all’equipe sanitaria a bordo del mezzo aereo di spostarsi più tempestivamente.

Eppure, a qualcuno, tutto ciò sembra non importare.

Si apprende infatti che vi sarebbe un proprietario di una seconda casa, distante alcune decine di metri dalla piazzola di atterraggio che è comunque situata più in basso rispetto al livello dell’asfalto, che avrebbe più volte scritto al sistema regionale di emergenza sanitaria, lamentandosi del flusso d’aria che l’elicottero smuove in fase di atterraggio e decollo.

Lamentele, negli anni, esternate anche agli Amministratori comunali, culminate con una richiesta di risarcimento danni presentata all’emergenza sanitaria, per un paio di occhiali caduti a terra a causa – stando a quanto riporta il richiedente – del movimento d’aria.

Da Torino l’emergenza sanitaria regionale ha preso contatti con il Comune. “Dopo le lettere di protesta – spiega il sindaco – i piloti potrebbero anche rifiutarsi di atterrare a Crissolo”.

Ciò non accadrà – e ci teniamo a tranquillizzare i lettori – perché i piloti in servizio sull’elisoccorso, altamente preparati, in linea di massima cercheranno sempre e comunque di atterrare in paese, senza ovviamente far venir meno l’importante servizio.

Per quanto mi riguarda – rimarca Re – se c’è in ballo una vita umana l’elicottero può atterrare anche sul tettino di una macchina, se serve. È un servizio indiscutibile, a differenza di chi chiede i danni per una caduta degli occhiali”.

Dopo le lamentele, in paese sono stati compiuti alcuni sopralluoghi, alla presenza anche del dottor Roberto Colombo, gestore dell’elisuperficie del Cto di Torino.

In paese, però, c’è una criticità, legata alla mancanza di altri siti idonei all’atterraggio dell’elisoccorso, prevalentemente a causa dello spazio ridotto.

Abbiamo valutato l’area del depuratore – continua il sindaco – ma qui c’è una zona di rispetto di 100 metri che non può essere utilizzata”. Un’alternativa sarebbe la zona dei “Cortili”, lungo la provinciale, qualche chilometro più a valle rispetto al concentrico.

Come emerso però in Consiglio, la zona è decentrata rispetto al paese, e – d’inverno – lo sgombero neve non sarebbe così agevole, senza contare i costi di realizzazione e la presenza di una linea elettrica fuori terra.

Rimane una terza opzione: ampliare la piazzola esistente di 15, 20 metri, verso monte: una soluzione che porterebbe all’eliminazione di una ventina di posti auto (d’estate già carenti): “Non è comunque detto – le parole del sindaco – che in questo modo possiamo risolvere il problema. Stiamo anche pensando al posizionamento di pareti frangivento in direzione del soggetto interessato. Al tempo stesso, l’emergenza sanitaria ci ha comunicato che si stanno utilizzando elicotteri più piccoli, che di conseguenza spostano meno aria”.

Ma Crissolo, nel frattempo, guarda oltre: “Stiamo valutando anche la possibilità di estendere l’operatività del volo anche alla fascia notturna. – ha ancora detto Re – Serve però più spazio ancora, e un sistema di illuminazione come ad esempio quello installato a Paesana, azionabile da remoto”.

Tornando alla questione, il sindaco ha poi precisato che “le compagnie assicurative potrebbero far rivalsa sui piloti che, fortunatamente, hanno grande senso del dovere e continueranno ad atterrare in centro paese.

Reputo però questa protesta non opportuna”.

Sembra davvero impossibile che, nel 2019, data ormai per assodata l’importanza dell’elisoccorso (basti pensare all’abbattimento delle tempistiche di trasporto in ospedale) vi sia ancora chi possa mettere in discussione questo servizio, soltanto per… il flusso d’aria alzato dal mezzo aereo.

 

Nicolò Bertola

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