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Agricoltura | 02 novembre 2019, 07:45

"L'etichettatura resterà obbligatoria": il "made in Italy" è salvo

Gianni Gentile, segretario di zona della Coldiretti, ha annunciato nelle scorse ore a Mondovì il successo della raccolta firme contro la volontà della Commissione Europea di rendere facoltativa la tracciabilità del prodotto

Gianni Gentile

Gianni Gentile

Il verdetto della Commissione Europea non è ancora stato emesso, ma con ogni probabilità la retromarcia sarà presto ingranata. Con un sospiro di sollievo per il "made in Italy". 

È stata infatti raggiunta quota 1 milione e 100mila firme nell'ambito della petizione a favore dell'etichettatura obbligatoria dei prodotti trasformati e non, che la stessa Commissione continentale intendeva rendere facoltativa.

L'annuncio è stato dato a Mondovì, in occasione della cerimonia inaugurale di "Peccati di Gola", dal segretario di zona della Coldiretti, Gianni Gentile"Un traguardo fondamentale, raggiunto grazie all'operato delle amministrazioni comunali e al coinvolgimento dei consumatori, che si sono fatti essi stessi portavoce di una causa fondamentale per la nostra salute e per il nostro benessere alimentare".

A promuovere la raccolta firme, oltre a Coldiretti e a Fondazione Campagna Amica, sono stati Fnsea (Francia), Ocu (Spagna), Solidarnosc (Polonia), Upa (Spagna), Slow Food, Fondazione Univerde, Gaia (Grecia), Green Protein (Svezia) e numerosi altri enti.

Si è trattato dunque di un movimento continentale, al quale l'Italia ha contribuito per l'85%: basti pensare che nella sola area cebano-monregalese sono state registrate oltre 5mila sottoscrizioni, che divengono più di 35mila in ambito provinciale e sfondano il tetto delle 100mila se si considera l'intero Piemonte.

Come sottolineato a livello nazionale da Coldiretti, "l'iniziativa si prefigge di rendere obbligatoria l'indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell'UE, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l'etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali, se hanno un'origine diversa dal prodotto finale. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell'intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare".

Alessandro Nidi

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