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Cronaca | 05 novembre 2019, 19:38

Fossano, commercialista a processo per concorso in bancarotta: il pm chiede la condanna a due anni

Secondo l’accusa avrebbe “aiutato” i cugini Negro nel crac della loro azienda di escavazioni

Fossano, commercialista a processo per concorso in bancarotta: il pm chiede la condanna a due anni

Per aver “aiutato”nel 2011 i fratelli Negro “consigliando” di trasformare la snc in società cooperativa con 1.500 euro di capitale, allo scopo di tutelare i loro beni personali ed evitare il fallimento, oggi il pm Pier Attilio Stea ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione in capo a C.B., commercialista genovese a processo davanti al tribunale collegiale di Cuneo per concorso in bancarotta fraudolenta.

Tramite espedienti contabili sarebbe stato nascosto il reale deficit di 1 milione e 400 mila euro, presente il quale, come aveva riferito il commissario liquidatore, non sarebbe stato possibile il passaggio da snc alla coop.

Subito dopo il residuo avviamento aziendale sarebbe stato fatto transitare in capo ad una nuova srl, la COESTRAM, gestita di fatto dai cugini Negro, con sede operativa a Loreto (già sede della snc), che utilizzava attrezzature e mezzi della stessa cooperativa/snc, impiegando anche una trentina degli ex dipendenti della Negro.

Nel 2011 fu chiesta la cessazione dell’attività della cooperativa e nel gennaio 2012 fu concessa la liquidazione coatta amministrativa, quando il deficit ormai ammontava a 2 milioni e 788 mila euro.

I titolari della ditta fossanese di escavazioni e trasporti Guido e Marcello Negro hanno patteggiato nell’ottobre 2017 un anno e sei mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta più sei mesi di arresto per un reato ambientale.

L’avvocato difensore Mauro Traxino, chiedendo l’assoluzione, ha ribadito quanto già sostenuto dallo stesso C.B., ovvero di aver avvertito i cugini Negro che l’operazione “non serviva a sollevarli da rischi di tipo patrimoniale, ma loro erano determinati a procedere” e di non essersi mai occupato della COESTRAM. Tra l’altro, la trasformazione non pregiudicò in alcun modo i creditori del precedente ente, perché tutto era continuato come prima.

Udienza rinviata il 26 novembre per repliche e sentenza.


Monica Bruna

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