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Cronaca | 07 novembre 2019, 20:01

Cuneo, condannata a quattro anni e due mesi per il furto di una stufa

Il fatto risale al 2017, la donna si era fatta consegnare l’oggetto lontano dal campo nomadi dove risiede per non destare sospetti

Foto generica

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Quattro anni e due mesi di reclusione per aver rubato una stufa, oltre a 2.000 euro di multa. E’ la condanna inflitta per furto aggravato a R.I., pregiudicata residente nel campo nomadi di Cerialdo, che il 9 dicembre 2017 si fece consegnare una stufa dopo aver contattato il venditore su un sito di vendite online.

Questi, insieme al figlio e a un trasportatore aveva depositato l’oggetto davanti al garage di un condominio, mentre lei aveva detto di aspettarla che sarebbe salta in casa per prendere il prezzo pattuito.

Dopo averla aspettata per un po’ senza esito, i tre erano saliti nel condominio. Lasciando incustodita la stufa che poi non ritrovarono più.

Il pm Alessandro Borgotallo: “E’ stato un piano ben orchestrato e realizzato in maniera perfetta. La donna non si è fatta consegnare la stufa al campo nomadi del Passatore dove risiedeva, ma in un condominio lì vicino per non destare sospetti nei venditori. Non ha voluto essere accompagnata fino in casa dicendo che c'erano i bambini che dormivano e che si sarebbero svegliati. Per giustificare l'utilizzo del suo cellulare per commettere il reato ha detto che è una smemorata e di averlo dimenticato al bar”.

La I. era risultata essere l’intestataria di uno dei due numeri di cellulare utilizzati per combinare la compravendita L’imputata si era detta estranea a quanto le era stato contestato. Per la difesa sarebbe “plausibile che la donna abbia prestato il cellulare a qualcuno all'interno del campo nomadi. In quel periodo soffriva di problemi psicologici e il telefono era l'ultimo dei suoi pensieri”. E ha contestato “le modalità con cui sono stati effettuati i riconoscimenti: sia il padre che il figlio hanno parlato di un fatto che si è svolto in poco tempo, in un luogo molto buio”.


Monica Bruna

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