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Cronaca | 07 novembre 2019, 18:00

Investita da un camper francese durante rave party nelle Marche: chi risarcirà la 24enne albese?

Fratture e lesioni per la giovane, che dopo il ricovero perse anche il lavoro. L'ente chiamato in causa come responsabile civile si sfila: quell'incidente avvenuto su un fondo privato. La parte civile contesta: in quei prati c'erano 4mila persone

Investita da un camper francese durante rave party nelle Marche: chi risarcirà la 24enne albese?

Nuova udienza, nei giorni scorsi, nel processo che presso l'ufficio del giudice di pace presso il Tribunale di Camerino vede un cittadino francese chiamato a rispondere di lesioni gravi per l'investimento di cui fu vittima una giovane albese, costituita parte civile col patrocinio dell'avvocato Roberto Ponzio.

I fatti si verificarono nella notte tra il 13 e il 14 agosto 2018, ai 1.300 metri di quota di Piane di Vermenone, località nel Comune di Sefro, in provincia di Macerata, dove era in corso un rave party al quale la ragazza – 24 anni all'epoca dei fatti – prese parte insieme a un 26enne torinese.

La coppia si trovava nella propria tenda quando venne investita dal mezzo Renault 32 adibito a camper di proprietà di J. B., classe 1995, residente a Haguenau, nel dipartimento del Basso Reno.

Il ragazzo – difeso dall’avvocato Giuseppe Lufrano del foro di Macerata – è in accusato di non aver opportunamente assicurato lo stazionamento del mezzo, che improvvisamente, per effetto dello sganciamento del freno, si sarebbe autonomamente messo in movimento, andando a impattare sulla tenda da campeggio nella quale dormivano la giovane albese e il suo compagno.

I due giovani venivano soccorsi ed elitrasportati all’ospedale di Torretta, dove alla 24enne albese, insieme ad altre lesioni, veniva diagnostico un trauma toracico e una frattura della clavicola destra, che a distanza di oltre un anno dai fatti le avrebbe procurato pesanti strascichi, tanto che a causa dell’incidente la ragazza non ha più potuto riprendere la propria attività lavorativa subendo anche il licenziamento a causa del superamento del periodo di comporto.

Nel corso della nuova udienza l'avvocato Ponzio ha manifestato l'intenzione, se non si chiarirà la situazione risarcitoria nei confronti della sua assistita, di voler chiamare in causa in qualità di responsabile civile l'Ufficio Centrale Italiano (Uci), ente che secondo la normativa italiana è chiamato a intervenire in caso di incidenti provocati in Italia da veicoli immatricolati all'estero.

Una possibilità sulla quale il giudice dovrà probabilmente esprimersi visto che, già interpellato dalle parti, l'Uci ha fatto sapere di non riconoscere i presupposti per la liquidazione, essendo il fatto accaduto in quello che ritiene essere un fondo privato. Circostanza contestata dalla parte civile, che sostiene invece come nell'occasione quel fondo fosse stato destinato a un uso pubblico, essendo stato fatto teatro di una manifestazione che richiamò sui monti marchigiani oltre 4mila giovani da tutta Italia e non solo, muniti di centinaia di mezzi a motore.

Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 13 gennaio.

E. M.

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