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Economia | 07 novembre 2019, 13:38

Esternalizzazione uffici Ubi, 37 cuneesi coinvolti: "Fondazione Crc eserciti il ruolo di socio in difesa dell'occupazione cuneese"

Lunedì 4 novembre le sigle sindacali Fisac Cgil, First Cisl e Uilca Uil hanno incontrato il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta. In tutta Italia sono un centinaio i dipendenti coinvolti dall'esternalizzazione degli uffici bonifici e assegni alle società americane Accenture Service e BCube

Esternalizzazione uffici Ubi, 37 cuneesi coinvolti: "Fondazione Crc eserciti il ruolo di socio in difesa dell'occupazione cuneese"

Sono 37 i dipendenti Ubi cuneesi che saranno coinvolti dal processo di esternalizzazione degli uffici bonifici e assegni alle società americane Accenture Service e BCube.

Lo scorso luglio era stata indetta una manifestazione davanti alla Fondazione Crc (socio azionario con quote importanti in Ubi) per porre attenzione su questo passaggio che riguarda tutte le filiali Ubi (in tutta Italia sono circa un centinaio).

In quell’occasione i lavoratori Ubi non contestavano lo stato di salute delle società americane, né temevano che non si attuasse il totale riassorbimento del personale. La preoccupazione riguardava perlopiù la libertà delle società di poter trasferire i dipendenti in altre sedi.

Con queste premesse è stato indetto un incontro lunedì 4 novembre dalle sigle sindacali Fisac Cgil, First Cisl e Uilca Uil con il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta.

“L’operazione presenta criticità in merito” – hanno dichiarato in una nota le tre single sindacali a margine dell’incontro – “Dalla tenuta occupazionale nella nuova società cessionaria nel medio lungo periodo, alla sede di lavoro, alla continuità delle tutele contrattuali nazionali e aziendali, alla valorizzazione professionale dei dipendenti coinvolti.”

Le segreterie sindacali hanno inoltre evidenziato preoccupazione per le voci ricorrenti all’interno del gruppo bancario che darebbero per prossime altre analoghe operazioni di esternalizzazione con conseguente interessamento di ulteriori dipendenti UBI impiegati nel polo di Cuneo. Preoccupazione già palesata nella manifestazione di luglio.

“Abbiamo chiesto alla Fondazione CRC” – continua la nota unitaria – “di esercitare sino in fondo il proprio ruolo di socio azionista di riferimento di UBI a difesa della tenuta e della qualità occupazionale del polo cuneese, della valorizzazione delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori UBI.”

“Ognuno per la propria parte dovrà agire responsabilmente per giungere a un accordo che garantisca un futuro lavorativo a Cuneo alle persone attualmente coinvolte nell’operazione di esternalizzazione”
– conclude – “e che riconfermi la volontà di UBI di continuare a investire su un territorio che ha contribuito in maniera straordinaria alle fortune patrimoniali della Fondazione CRC.”

Daniele Caponnetto

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