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Attualità | 08 novembre 2019, 09:32

La storia della filantropia saviglianese in mostra nel Pantheon dei Benefattori di Oasi Giovani

Sabato 16 novembre, l’inaugurazione dello spazio allestito nella chiesa del Conservatorio delle Orfane. Presenti oltre 50 ritratti realizzati tra metà del Seicento e primi anni del Novecento restaurati da Cesare Pagliero

La storia della filantropia saviglianese in mostra nel Pantheon dei Benefattori di Oasi Giovani

Saranno presentati al pubblico sabato 16 novembre gli oltre 50 ritratti del Pantheon dei Benefattori di Oasi Giovani, nasce così un centro di documentazione della filantropia saviglianese. 

Questa galleria di ritratti è stata allestita presso l’ex chiesa del Conservatorio delle Orfane dall’architetto Paolo Fissore ed è stata pensata per far conoscere alla cittadinanza e al pubblico la tradizione filantropica da cui trae origine Oasi Giovani. All’interno si trovano i dipinti restaurati che rappresentano per l’appunto coloro che a partire dal 1636, anno di fondazione del Conservatorio da parte del Conte Ottavio Ruffino, e fino al primo Novecento hanno contribuito a darne continuità. 

Al centro della parete di sinistra, è collocato proprio il dipinto del fondatore della prima delle tre Opere Pie che sono poi confluite in Oasi Giovani, lo circondano su entrambe le pareti della navata gli altri benefattori.

Interessante osservare - ha spiegato Gianfranco Saglione, presidente di Oasi Giovani - che tra i benefattori ci siano stati tanti privati cittadini di diversi ceti sociali. Dal principe al commerciante fino a una domestica, che lasciò tutti i suoi averi alle orfane di Savigliano. Segno che la filantropia e l’attenzione alla comunità erano un aspetto ampio che riguardava e coinvolgeva tutti, non solo chi era benestante”.

Il lavoro di restauro dei dipinti è stato seguito dal saviglianese Cesare Pagliero: “A differenza di altre rappresentazioni di benefattori - ha raccontato durante la presentazione alla stampa - questi quadri sono stati ritrovati dopo essere stati un po’ dimenticati, il che ha contribuito tuttavia alla loro preservazione. Certo, avevano tutti più o meno le stesse problematiche conservative, ma abbiamo cercato di eseguire un restauro minimo, partendo da un lavoro di pulitura alla giunzione dei tagli fino al recupero delle cornici”. 

Il ritratto più antico è proprio quello di Ruffino, datato circa 1633, il resto delle opere parte dalla metà del Seicento fino ai primi anni del Novecento.

All’interno della Chiesa sono stati collocati anche lo stendardo processionale del Conservatorio delle Orfane, quattro lapidi commemorative del Conte Ottaviano Ruffino, il busto del figlio, Enrico II, la pala d’altare “L’Annunciazione della Vergine” presente nell’area centrale dell’abside, e infine, sempre nell’abside, altre due pale restaurate insieme ai ritratti: “La Vergine Immacolata” e “La Sacra Famiglia con Santa Chiara e San Francesco”. 

A occuparsi dell’allestimento del Pantheon Rosalba Belmondo, mentre Rosanna Gnoni si è dedicata al restauro delle epigrafi. 

Il progetto di risanamento dell’intera chiesa è partito nel 2016 e prevede ancora di riportare all’antico splendore una parte dello stucco dell’altare. 

Appuntamento con l’inaugurazione del Pantheon sabato 16 novembre alle ore 9.45.

chiara gallo

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