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Agricoltura | 08 novembre 2019, 10:15

Coldiretti Piemonte: "Sui nitrati la Regione continua a non volersi aprire al confronto"

Come è emerso nell’ambito del Comitato tecnico tenutosi in Regione, sono sette mila gli ettari soggetti alla nuova designazione quali zone vulnerabili e le imprese coinvolte arrivano a mille

Coldiretti Piemonte: "Sui nitrati la Regione continua a non volersi aprire al confronto"

Sono circa 7 mila gli ettari soggetti alla nuova designazione quali zone vulnerabili dai nitrati, come è emerso nell’ambito del Comitato tecnico nitrati tenutosi in Regione, e le imprese coinvolte sono circa 1000.  

“La nostra agricoltura ed, in particolare, la zootecnia non devono pagare il prezzo per l’inquinamento generato da altri e non di esclusiva derivata agricola - affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -. Gli assessori Marnati e Protopapa hanno dimostrato fin ora di non voler aprirsi a nessun tipo di confronto, come più volte abbiamo sollecitato. Un atteggiamento che denota la mancanza di attenzione ad una problematica che, invece, ha una grande importanza per le nostre imprese, soprattutto in termini prospettici. Queste ultime, oltretutto, sarebbero chiamate a sostenere rilevanti investimenti strutturali, maggiori costi di gestione  e, pur avendo un periodo di tempo per potersi adeguare, dovranno impegnarsi in investimenti non di poco conto al fine di adattare le proprie strutture di stoccaggio".

E aggiungono: "Chiediamo, quindi, agli assessori Marnati e Protopapa di mettere a disposizione tutte le risorse disponibili, che non possono essere soltanto quelle riconducibili al Psr. Poiché l’iter non si è ancora concluso, continuiamo a tenere alta l’attenzione e a batterci affinchè non sia l’agricoltura, che riveste un importante ruolo economico per il nostro territorio e genera reddito ed occupazione, ad essere penalizzata, oltre a chiedere nuovamente un necessario ed urgente confronto di più ampio respiro”.

comunicato stampa

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