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Attualità | 11 novembre 2019, 12:34

San Michele Mondovì ha commemorato i Caduti. Il sindaco: "Cancelliamo le parole 'odio' e 'guerra' dal vocabolario"

Ricordati a margine della cerimonia il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e l'esperienza della senatrice a vita Liliana Segre

San Michele Mondovì ha commemorato i Caduti. Il sindaco: "Cancelliamo le parole 'odio' e 'guerra' dal vocabolario"

Si è tenuta domenica 10 novembre a San Michele Mondovì la cerimonia in memoria dei Caduti di tutte le guerre, alla presenza di autorità civili e militari, del gruppo Alpini e delle associazioni del paese, precedute dai rispettivi stendardi.

Particolarmente intenso e partecipato il discorso del sindaco, Domenico Michelotti, il quale ha sottolineato l'importanza del momento, affinché il sacrificio compiuto dai nostri avi non venga mai dimenticato.

Nella sua riflessione, il primo cittadino ha espresso il desiderio "che due parole vengano cancellate dal nostro vocabolario. Odio in primis: il 9 novembre è stato il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Questo fatto ha cambiato la storia, ma purtroppo se ne stanno alzando altri, non in muratura, ma ugualmente pericolosi, perché con la divisione non si costruisce nulla, ma si autoalimenta solo la rivalità e l'intolleranza tra le persone. Ci deve far pensare, a tal proposito, l'esperienza dell'ebrea Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta all'atroce esperienza del campo di sterminio di Auschwitz e costretta, all'età di 90 anni, a vivere sotto scorta per le minacce ricevute, fatte in nome di sentimenti di odio e violenza mai sepolti dal tempo".

"La seconda parola da scordare - ha proseguito Michelotti - è 'guerra'. Purtroppo la cronaca di tutti i giorni ci conferma che così non è. Basta pensare ai pompieri e carabinieri morti nella tragedia di Alessandria. Questi sono gli eroi dei nostri giorni, perché quotidianamente mettono a repentaglio la loro vita, per la sicurezza di tutti".

Alla cerimonia era anche presente una piccola delegazione dei ragazzi delle classi seconda e terza della scuola secondaria di primo grado: gli studenti hanno letto una poesia di Giuseppe Ungaretti, rilevando come gli uomini di qualunque epoca e coinvolti in qualsiasi conflitto siano accomunati dagli stessi sentimenti: paura, dolore, amore per i propri cari, speranza di ritorno e desiderio di pace.

"Il ringraziamento - ha chiosato il sindaco - va al gruppo Alpini, al Parroco Don Marco, alla stazione dei carabinieri di San Michele Mondovì, alle insegnanti e alle classi seconda e terza della nostra scuola e a tutte e associazioni presenti. È fondamentale esserci e trovarsi uniti nei momenti di festa, così come sapersi fermare in silenzio e onorare chi ha sacrificato la propria vita, in nome della pace e della libertà, valori che, ai giorni nostri, non apprezziamo mai abbastanza".

Alessandro Nidi

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