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Politica | 11 novembre 2019, 11:02

L’assessore regionale Icardi sta toccando con mano quanto complesso sia il governo della Sanità

Il caso della Città della Salute di Novara, che ha fatto registrare un aspro scontro nel partito, evidenzia le difficoltà del gruppo regionale della Lega, che – a dispetto dei numeri (23 consiglieri) – appare poco compatto. Lo stallo sulle Società Partecipate ne è la riprova

L’assessore regionale Icardi sta toccando con mano quanto complesso sia il governo della Sanità

Che l’assessorato regionale alla Sanità fosse un osso duro, Luigi Icardi lo sapeva. Quello che forse non aveva messo nel conto era una così marcata ostilità da parte dei colleghi di partito. A cominciare da quella di Alessandro Stecco, primario ospedaliero a Vercelli, presidente della IV commissione regionale Sanità, l’uomo che era stato indicato come uno dei favoriti per l’assessorato all’indomani del voto.

C’è stato, la scorsa settimana, uno strappo pesante nella maggioranza – ma più corretto è dire nella Lega - sulla vicenda della Città della Salute di Novara, che ha fatto barcollare il centrodestra a Palazzo Lascaris.

Lo scontro – in sintesi estrema - è nato dal fatto che Icardi ha avuto un incontro con l’advisor del partenariato pubblico-privato Ernst&Young senza interpellare il sindaco di Novara Alessandro Canelli, né il presidente della commissione Sanità Alessandro Stecco, ma coinvolgendo, per contro, il consigliere regionale di opposizione Domenico Rossi del Pd.

Stecco è andato su tutte le furie minacciando dimissioni e la tensione è salita alle stelle.

Icardi non ha replicato, né risulta abbia fatto dietrofront, mentre le diplomazie del Carroccio tentavano di ricondurre la questione a più miti consigli.

Due giorni dopo è arrivata una nota stampa della Lega confezionata in toni che ricordano quelli dell’agenzia sovietica Tass, smentendo addirittura che vi fossero state tensioni.

“Abbiamo appreso con stupore di presunti dissidi tra il consigliere regionale Alessandro Stecco in veste di presidente della IV commissione e l'assessore alla Sanità Luigi Icardi che nella realtà non sono mai esistiti. Tutto il gruppo della Lega – afferma il capogruppo del Carroccio Alberto Preioni - lavora nell'ottica di far partire il progetto della Città della Salute di Novara più rapidamente possibile e alle migliori condizioni economiche. Dobbiamo rilevare questa polemica, artatamente studiata per creare divisioni all'interno di un gruppo, che è compatto e lavora per l'interesse dei cittadini piemontesi”.

Ma che dicono Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso, i due consiglieri regionali cuneesi colleghi di Icardi?

Gagliasso, il giovane consigliere saviglianese, vicino al deputato Flavio Gastaldi e quindi al capogruppo al segretario regionale Riccardo Molinari, si limita a fare sua la “velina” di Preioni, senza sbilanciarsi in commenti, consigliato probabilmente in tal senso dai suoi referenti.

Appena più sciolto (ma di poco) Demarchi, il quale ribadisce piena solidarietà all’assessore.

Commenta il consigliere regionale saluzzese: “Nessun problema nel gruppo consiliare regionale Lega riguardo la vicenda che vede coinvolto Icardi, il quale gode di massima fiducia da parte di tutti e sta operando bene. Riguardo alla vicenda della Città della Salute di Novara – aggiunge - al più presto arriveranno novità positive per l’opera che dovrà partire”.

Al di là del caso in sé, la vicenda ha messo in luce ciò che Forza Italia e Fratelli d’Italia vanno dicendo da settimane e cioè che, a dispetto dei numeri (sono 23 i consiglieri regionali del Carroccio), il gruppo regionale della Lega necessiti di un “tagliando” per eliminare quelle tante smagliature che impediscono il decollo di quell’“altra velocità” che il presidente Cirio aveva promesso al Piemonte.

La riprova sta anche nel fatto che le nomine delle Società Partecipate tardano a concretizzarsi sia per il veto incrociato fra i tre partiti di maggioranza centrodestra, sia per il fatto che la Lega non trova un’intesa al proprio interno. 

GpT

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