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Attualità | 12 novembre 2019, 12:31

"Ancora cemento, ancora un capannone": a Mondovì il nuovo supermercato continua a far discutere

Dopo le polemiche estive divampate sui social, sono stati i consiglieri di Centrodestra Tealdi e Caramello a riaccendere i riflettori sulla questione: "Sindaco e Giunta avrebbero potuto impedire un simile scempio". Tirata nuovamente in ballo la clausola di salvaguardia...

"Ancora cemento, ancora un capannone": a Mondovì il nuovo supermercato continua a far discutere

Se ne parla ormai da mesi, a Mondovì, precisamente dai primi giorni d'agosto. Oggetto di discussione? Il nuovo supermercato, naturalmente. Quello che sta (rapidamente) sorgendo in via Langhe, fra la rotonda "delle macine" e il distributore di carburante "Tamoil" e che potrebbe addirittura essere inaugurato entro la fine dell'anno con il marchio "Aldi" ("Albrecht-Discount", catena tedesca).

In estate i social avevano veicolato l'indignazione di numerosi cittadini, che faticavano a comprendere il beneficio che il capoluogo monregalese avrebbe potuto (potrà) trarre da questa nuova attività commerciale, che, peraltro, alimenta ulteriormente una già nutrita concorrenza nel settore.

L'amministrazione comunale, interpellata sulla vicenda, il 12 agosto scorso precisava: "Riscontrata la conformità dell'intervento alle norme, non avevamo alcuna possibilità di non autorizzare lo stesso. Sono, dunque, state dettate alcune prescrizioni estetiche ed è stata prevista la realizzazione di opere pubbliche a carico dei proprietari dell'area commerciale, che realizzeranno un tratto di marciapiede in una zona oggi 'sguarnita', ma molto utilizzata dai pedoni, e un anello di collegamento tra la rete di acquedotto pubblico esistente in via Torino e quella presente in via Langhe".

"È DAVVERO COSÌ?"

Una risposta che non ha convinto pienamente i consiglieri di Centrodestra Guido Tealdi (Lega) e Giampiero Caramello (Forza Italia), i quali, in queste ore, hanno nuovamente puntato i riflettori sul nuovo supermercato, asserendo: "Ancora cemento in città. Basta. Quando transitiamo nei pressi della rotonda delle macine in via Langhe non possiamo fare a meno di vedere lo scempio che ancora una volta si sta compiendo in città. Nuovo cemento per costruire un capannone per ospitare un ulteriore supermercato a danno anche del commercio di vicinato: proprio non se ne sentiva la necessità. Davvero il Comune non poteva evitare tutto questo?".

"Abbiamo voluto vederci chiaro - proseguono i consiglieri -, abbiamo studiato bene le carte e possiamo dire che la risposta proprio non ci appaga. Da un'attenta lettura delle norme del piano regolatore, infatti, emerge che le condizioni per dissuadere la realizzazione del supermercato ci potevano essere eccome! Il sindaco e la Giunta, che hanno prima accolto e poi approvato il progetto, avevano a nostro avviso tutti gli strumenti per cercare di impedire di deturpare un'altra parte della città. Bastava ben interpretare quanto previsto nelle norme del piano regolatore e far rispettare i limiti massimi consentiti di insediamento commerciale e quasi sicuramente oggi non assisteremmo alla nuova costruzione".

"QUELLA CLAUSOLA MAI APPLICATA..."

"D'altronde - chiosano Caramello e Tealdi - il problema non si sarebbe nemmeno posto se l'amministrazione comunale avesse provveduto per tempo ad avviare la revisione del piano regolatore applicando la clausola di salvaguardia (che avrebbe permesso di limitare il consumo di suolo dissennato). Diversamente da chi afferma che non ce n'è bisogno, l'urgenza di ridurre le previsioni di nuova edificazione incontrollata rappresenta un'esigenza che tutti i cittadini monregalesi avvertono. Senza contare i nuovi problemi che si andranno a creare ai tanti automobilisti che in quella zona, già oggi, scontano lunghe code e un intenso traffico. Eppure non risultano specifici studi sulla viabilità e non abbiamo visto alcuna soluzione che possa attenuare l'impatto che il nuovo supermercato avrà sul traffico. In passato, in modo esplicito e chiaro, si era detto basta a nuovi supermercati in città anche per tutelare il commercio di vicinato. Speriamo che l'attuale amministrazione capisca presto di dover porre un freno alla cementificazione selvaggia e di incentivare il recupero dell'edificato esistente, provvedendo finalmente a mettere mano alla revisione del piano regolatore: i cittadini gliene saranno grati!".

Alessandro Nidi

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