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Attualità | 13 novembre 2019, 12:02

Bagnolo getta le prime basi per realizzare la nuova porta di valle: ora la grande partita sarà individuare il gestore

La struttura verrà ospitata nelle ex scuole elementari, con accesso da via Marconi. Tante le idee da provare a mettere in campo, che verranno vagliate in sede di bando per l’affidamento della gestione della porta di valle. Prevista la piena messa a regime nell’estate 2021

La presentazione della porta di Valle di Bagnolo Piemonte

La presentazione della porta di Valle di Bagnolo Piemonte

Un centro servizi per il turista e per il cittadino. È il concetto sul quale si basa il progetto di realizzazione della porta di valle di Bagnolo Piemonte.

Un progetto che ieri sera (martedì) è stato presentato in paese, sia alla stampa che ai soggetti potenzialmente interessati a gestire la struttura.

Ad illustrare, il vicesindaco Mara Maurino, gli assessori Laura Arena e Gianfranco Latino, lo staff del progetto “Terres Monviso” – con Alberto Dellacroce, Emilio Sidoli e Silvia Ruffino – e l’animatore turistico di riferimento per il territorio, Caterina Morello.

La location scelta come porta di valle è l’ex scuola elementare: verrà utilizzata soltanto una parte di stabile, quella più nuova, con accesso da via Guglielmo Marconi, di fronte al teatro Silvio Pellico.

Saluzzo è il Comune capofila del progetto. Un lavoro importante, che si è aperto nel 2014, con la creazione del progetto di rilancio turistico “Move” (Monviso and occitan valleys of Europe) e con l’aggregazione del territorio saluzzese con le sei vallate del cuneese.

Un territorio – ha detto Dellacroce – che per cinque anni ha lavorato nella direzione di riuscire ad identificare e costruire una destinazione turistica. Un lavoro che poi è andato oltre, con l’aggiunta del partner francese già in occasione del progetto Alcotra ‘Veloviso’”.

L’ultima “evoluzione” del progetto si chiama Terres Monviso, che grazie al grande lavoro di squadra del territorio è riuscita a portare a casa contributi per 8milioni di euro, nell’ambito dei progetti Piter Alcotra.

In Terres Monviso – ha aggiunto Dellacroce – si lavora a livello di territorio italofrancese su differenti asset. Le porte di valle si inseriscono nella parte di progetto legata al turismo”.

Le porte di valle sono infatti i nodi centrali del progetto. L’esempio più volte evocato è la porta di valle di Brossasco (conosciuta anche come “Segnavia”): “Il progetto – ha illustrato Dellacroce – prevede la realizzazione di sette spazi interconnessi tra loro, dove si trovano servizi di base, come ufficio turistico, un punto informazioni per chi ci viene a trovare, ma anche una serie di servizi collaterali, che non escludono la collaborazione con l’imprenditoria privata.

Pensiamo ad una vetrina di prodotti del territorio, alla vendita di pacchetti turistici, all’affitto di e-bike, di materiale per ciaspolate o scalate. È anche un luogo dove ci si può incontrare e fare piccoli eventi, uno spazio dedicato alla comunità”.

Caterina Morello è l’animatore territoriale di riferimento del progetto Terres Monviso. La figura che si pone come interfaccia che cerca di comunicare agli esercenti ed ai cittadini il progetto, tramite il quale il territorio si racconta.

L’obiettivo principale è uno: far diventare le Terres Monviso una destinazione turistica. E in questo ambito la porta di valle va intesa come biglietto da visita per chi viene per la prima volta sul territorio.

È anche il motivo per far arrivare nuove persone, in stretta sinergia e collaborazione con i tour operator che possono insediarsi all’interno della struttura. Un ufficio turistico con una marcia in più” ha spiegato la Morello.

Una struttura dove attuare una operazione di promozione del territorio in modo unitario, per dare l’idea al visitatore della massima capillarità possibile del progetto e per garantire una percezione di territorio unito ed unitario.

A Brossasco – le parole di Caterina Morello – un privato gestisce la struttura pubblica, e con la sua inventiva e attività fa si che le cose funzionino”.

In ballo vi sono 90mila euro derivanti dalle risorse del Piter Terres Monviso: 30mila serviranno per l’adeguamento della struttura, 30mila per gli elementi interni e 30mila per il supporto economico al gestore (quest’ultimi suddivisi in 3 annualità).

I locali delle ex elementari – un centinaio di metri quadrati – verranno affidati, in comodato d’uso gratuito, all’Unione montana di Barge e Bagnolo Piemonte.

L’assessore Mara Maurino – in riferimento all’Unione montana – ha parlato di un Ente “nuovo, non conosciuto, che inizia percorso, proprio con la porta di valle, per far conoscere questo recinto territorio”.

Nel progetto si pensa ad una realizzazione di una palestra di arrampicata e di una riqualificazione dell’area verde di fronte all’ingresso della porta di valle, che si pone poco distante da altre attrattive presenti sul territorio, come la “Ciclovia della pietra” e gli impianti di risalita di Rucas.

Le risorse del Piter – è stato illustrato – serviranno per mettere in piedi i pilastri fondamentali. La struttura funzionerà e avrà continuità e durata in base a all’inventiva del gestore, che potrà attrarre iniziative anche finanziate da bandi e misure specifiche”.

Le idee sono tante: come far diventare la porta di valle un punto prenotazioni e ritrovo per escursioni organizzate, di consegna e ritiro bagagli per gli escursionisti a piedi o in bici, una ciclofficina con pezzi di ricambio.

Ma anche un punto di rilascio di permessi temporanei per pesca e raccolta funghi, un punto di ritiro per la consegna dei corrieri, o una sorta di “capolinea” per il trasporto a chiamata.

Diversi servizi – hanno detto i promotori – permettono di ammortizzare su più fronti le attività, come fonte di reddito per il gestore, che dovrà però avere un’ottima conoscenza del territorio, competenze linguistiche, capacità di lavorare in rete con le altre porte di valle.

“Una persona dinamica, perché le porte sono tutte da inventare”.

Ora la grande partita è individuare un gestore.

L’Unione montana ha tutto l’interesse – dirà ancora Mara Maurino – di mettere chi avrà voglia di spendersi in questo progetto in condizione di riuscirsi, siamo a disposizione”.

Il termine ultimo previsto per la messa a regime della porta di valle è l’estate 2021. Previsto un minimo di 2000 ore di apertura annuali, concentrate anche sui week-end e sui periodi di possibile maggior affluenza.

Il gestore non deve essere per forza un singolo: il bando sarà aperto anche a gruppi o a team.

L’investimento pubblico – ha ancora precisato l’assessore Latino – qui è minimo, a differenza di tanti altri investimenti pubblici sul terrirorio, che toccherà poi al gestore far rendere, come la ciclovia della pietra.

Il pubblico investe parecchio, ma se non prospettiamo progetti a medio lungo termine per l’ennesima volta buttiamo via i soldi. Abbiamo elementi spendibili. Sta a noi crederci”.

Nicolò Bertola

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