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Politica | 13 novembre 2019, 10:22

Borgna e Calderoni, due sindaci per rianimare un centrosinistra in affanno

I primi cittadini di Cuneo e Saluzzo sono i leader locali che, partendo da presupposti diversi, hanno le carte in mano per dare sostanza a quei “Cantieri Civili” avviati a Fossano la scorsa settimana

Borgna e Calderoni, due sindaci per rianimare un centrosinistra in affanno

I “Cantieri Civili”, apertisi la scorsa settimana a Fossano, dovrebbero tentare di rianimare un centrosinistra che anche in provincia è sofferente.

Rimettere insieme i cocci e cercare di federare le variegate anime di un’area politica in affanno sarà un’impresa tutt’altro che facile considerato il clima generale e il perdurare di personalismi poco consapevoli della gravità dell’ora.  

Il Pd alle regionali del 26 maggio, nel Cuneese, ha perso 28 mila voti rispetto al 2014.

Per dare le dimensioni della portata della sconfitta, constatiamo che la cifra equivale agli aventi diritto di voto nella città di Alba.

Nell’ultima tornata amministrativa Alba e Fossano sono capitolate.

Hanno retto Bra e Saluzzo.

A Bra il centrosinistra ha vinto con Gianni Fogliato al secondo turno, mentre nel caso di Saluzzo, Mauro Calderoni ha vinto senza dover ricorrere al ballottaggio.

Se escludiamo la rappresentanza parlamentare del Pd (Mino Taricco e Chiara Gribaudo) e quella regionale (Maurizio Marello), il centrosinistra ha oggi due esponenti forti, che (anche per ragioni anagrafiche) sono quelli che potrebbero prendere in mano le redini di un centrosinistra trainato oggi più da liste civiche che dal Partito Democratico.

I personaggi sono due sindaci, Federico Borgna di Cuneo e Mauro Calderoni di Saluzzo, entrambi, per ragioni diverse (ma nemmeno troppo), fortemente critici nei confronti di un Pd da loro considerato alla stregua di una nave senza nocchiero in gran tempesta.

Il primo non è iscritto, ma col Pd ci sta gomito a gomito.

Il secondo è tesserato dagli albori, ma non perde occasione per sferzare il suo partito.

Sono gli unici due sindaci di area ad aver vinto al primo turno e questo ne rafforza la leadership che finora non hanno però saputo esercitare in ambito politico se non in minima parte.

Ma che dicono i due rispetto ad una situazione politica che si fa ogni giorno più magmatica?

“Ritengo – afferma Borgna – che tra qualche mese il quadro politico sarà radicalmente diverso da quello odierno. Stiamo assistendo ad un passaggio di epoca politica. Destra e sinistra, intese nell’accezione classica, sono destinate a sparire e l’alternativa sarà tra sovranismo da parte ed europeismo dall’altra”.

Il sindaco di Cuneo fa sue le inquietudini del sindaco di Milano Giuseppe Sala e di tanti altri sindaci di centrosinistra nei riguardi dello stato maggiore del Pd.

“La sensazione è che non si abbia la percezione della gravità del momento e che, nonostante tutte le batoste ricevute, continui a prevalere la logica di fedeltà al capo a scapito del radicamento sul territorio”.

La ricetta? “Non ho pozioni magiche da suggerire, anche perché di tempo da dedicare alla politica in senso stretto noi sindaci ne abbiamo poco. Per quel che posso – spiega Borgna – sto cercando di mettere in rete sia a livello comunale che provinciale le tante liste civiche che si sono andate formando in questi anni e che chiedono maggior attenzione alla politica. Credo che la stessa cosa andrebbe fatta su scala più vasta. Un percorso autenticamente federativo – conclude il sindaco di Cuneo – mi pare l’unica via possibile in questa fase storica per un centrosinistra che non voglia condannarsi all’irrilevanza”.

Mauro Calderoni ritiene che l’area progressista abbia un enorme spazio politico “se saprà ripartire dai territori e dalla capacità di gestione innovativa espressa da tanti progetti politico amministrativi. Oggi invece – considera - c’è uno scollamento totale tra la politica romana ed il resto del Paese”.

A suo giudizio le politiche calate dall’alto sono necessariamente generali e troppo rigide e quindi non sempre in grado di interpretare le reali esigenze delle comunità locali.

“Allo stesso tempo – aggiunge - le buone pratiche locali, sempre più numerose ed innovative, non assurgono a dignità di politiche nazionali”.

Già, e allora come investire politicamente questo patrimonio di esperienze e competenze?

“Ho già proposto, inutilmente – ricorda Calderoni -, di metterlo a disposizione nella convinzione che comunità e territori possano contribuire a rigenerare la stanca democrazia italiana. Se è vero che ci si salva e si va avanti se si agisce insieme, è giunto il tempo di un grande dibattito pubblico ed aperto per individuare le ragioni dello stare insieme. Se ne faccia carico il Pd – ammonisce il sindaco di Saluzzo -, che, con l’uscita di Renzi, può superare i leaderismi che lo asfissiavano e tornare ad essere una sintesi di valori ed ideali diversi. Il Pd – conclude – sappia essere sia perno di una campagna di ascolto delle paure e delle aspettative della gente”.

Le riflessioni di Borgna e Calderoni hanno tanti punti di contatto.

Se i due riusciranno a mettersi d’accordo, se le istanze espresse troveranno ascolto concretizzandosi, magari con l’innesto di nuove energie, i “Cantieri Civili” avranno trovato i loro… ponteggi.

In caso contrario, l’esperienza di governo delle “7 sorelle”, che il 26 maggio ha già registrato le sconfitte di Alba e Fossano, è destinata ad esaurirsi.   

  

Giampaolo Testa

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