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Agricoltura | 13 novembre 2019, 07:30

Marco Bozzolo, 29 anni, di Viola, in Valle Mongia, castanicoltore, ha vinto il premio nazionale Bandiera Verde di Cia (FOTO)

La cerimonia si è svolta in Campidoglio a Roma. Dice Marco: “La soddisfazione più grande è quella di aver dimostrato che è possibile gestire, con successo, un’azienda in zone marginali con tutte le difficoltà - tecniche e logistiche - che ciò comporta. Coniugare nella pratica il senso di fare “buona” agricoltura non significa solo coltivare i campi, ma anche tutelare l’ambiente, la storia e l’economia rurale del territorio”

La premiazione a Roma. Da sinistra: il presidente regionale Cia Piemonte, Gabriele Carenini, il direttore provinciale Cia Cuneo, Igor Varrone, l'impreditore che ha ricevuto il riconoscimento, Marco Bozzolo, e il vicedirettore provinciale Cia Cuneo, Silvio Chionetti

La premiazione a Roma. Da sinistra: il presidente regionale Cia Piemonte, Gabriele Carenini, il direttore provinciale Cia Cuneo, Igor Varrone, l'impreditore che ha ricevuto il riconoscimento, Marco Bozzolo, e il vicedirettore provinciale Cia Cuneo, Silvio Chionetti

Marco Bozzolo, 29 anni, titolare dell’attività di castanicoltura nella frazione Castello del Comune di Viola, in Valle Mongia, ha vinto il premio nazionale Bandiera Verde Agricoltura 2019: un’iniziativa promossa da Cia-Agricoltori Italiani e arrivata alla 17ª edizione. La cerimonia è avvenuta nella sala Protomoteca del Campidoglio a Roma.

L’obiettivo è di assegnare il riconoscimento ad Aziende, Enti locali, Associazioni, Comuni, Scuole e Personalità che si sono particolarmente distinte in azioni e politiche svolte a favore dell’agricoltura, dell’ambiente e dello sviluppo territoriale, nonché in progetti didattici mirati a una migliore conoscenza della storia e dell’economia delle aree rurali.

“Il premio Bandiera Verde - sottolinea il direttore provinciale di Cia-Agricoltori Italiani di Cuneo, Igor Varrone - è un momento importante per la nostra organizzazione, attraverso il quale si valorizza il ruolo dell’agricoltura sul territorio. I requisiti richiesti dal Bando nazionale sono legati alla storia, agli interventi portati avanti e ai piani di investimento che le imprese hanno messo e mettono in campo per salvaguardare e valorizzare il mondo rurale, l’ambiente e la qualità dei prodotti tipici. Marco Bozzolo è un esempio di imprenditoria giovane che punta al rinnovamento e alle nuove tecnologie, ma rispettando le tradizioni e gli antichi saperi. La sua azienda è un vanto per la Cia e per l’intero territorio”.

Cosa dice Marco Bozzolo? “Il premio Bandiera Verde è un traguardo importante che vorrei dedicare a tutti i dipendenti della Cia-Agricoltori Italiani Cuneo e al direttore Igor Varrone che, passo dopo passo, mi hanno aiutato a crescere in questi anni di attività. La soddisfazione più grande è quella di aver dimostrato che è possibile gestire, con successo, un’azienda in zone marginali con tutte le difficoltà - tecniche e logistiche - che ciò comporta. Coniugare nella pratica il senso di fare “buona” agricoltura non significa solo coltivare i campi, ma anche tutelare l’ambiente, la storia e l’economia rurale del territorio. Un riconoscimento che vorrei condividere con la mia famiglia e, soprattutto, con mio padre Ettore, il quale mi aiuta nel lavoro giorno dopo giorno”.

E’ un premio pure per il territorio? “Si tratta di un riconoscimento per tutti quei contadini delle nostre montagne che, silenziosamente, negli anni, hanno continuato a gestire castagneti e a custodire la tradizione dell'antico processo di essiccazione delle castagne. Il nostro merito è quello di aver tenuto viva, rinnovando, una tradizione. Certo, dei duecento mila ettari di castagneto, censiti nel dopoguerra in Piemonte, oggi ne sono coltivati soltanto più dieci mila. Abbiamo un patrimonio colturale e culturale di secoli di lavoro dei nostri nonni che, senza le dovute cure, rischia seriamente di scomparire nel giro di pochi anni. Per evitarlo è necessario agire in modo corale, istituzioni e privati, ed assumersi la responsabilità di intervenire. Ognuno con i propri mezzi”.  

BRICIOLE DI STORIA PER UN MERITATO RICONOSCIMENTO  

Marco Bozzolo gestisce l’azienda costituita da 15 ettari di castagneto, parte in proprietà e parte in affitto, tra i 700 e i 1000 metri di quota. Lo aiutano, a livello famigliare e nel tempo libero, il papà Ettore, il fratello Sandro e lo zio Gianpiero, Un’agricoltura eroica portata avanti con impegno e tanta passione in un ambiente incontaminato e dalla bellezza straordinaria, capace di regalare emozioni impagabili.

Marco è diventato titolare dell’attività nel 2016, dopo un fruttuoso percorso scolastico: diploma in ragioneria con un anno di lezioni svolte a Houston negli Stati Uniti grazie alla borsa di studio del Banco Azzoaglio di Ceva; poi la laurea triennale in Economia e Commercio a Genova e il master in Economia dell’Ambiente e dello Sviluppo a Siena con un focus proprio sul castagno e il turismo enogastronomico.

Ha sempre un sorriso luminoso sul volto: segno dello straripante entusiasmo di chi ama profondamente il proprio lavoro e la propria terra. La storia dell’azienda ha radici molto lontane, perché la famiglia Bozzolo, anche se non esistono scritti che lo documentino, si è occupata di coltivazione di castagni da secoli.

Però, come mai lo fa un laureato? Risponde Marco: “Sono nato e cresciuto qua e, anche quando ero in giro per studio, ho sempre avuto l’idea di ritornare. Soprattutto durante l’Università mi sono reso conto del grande potenziale del castagno. E’ un settore caduto completamente nel dimenticatoio, ma, al contrario, si presta molto bene a una valorizzazione turistico-enogastronomica. Pure per la bellezza dei luoghi. E poi, devo essere onesto, mi pareva triste pensare che un percorso portato avanti da generazioni e generazioni di famiglia finisse per colpa della mia generazione. A ciò si aggiunge la passione che mi ha trasmesso papà. Quando hai la fortuna di fare il lavoro che ti piace puoi dire di aver imboccato la strada giusta ”.

I castagneti dell’azienda sono tenuti come un giardino. Con la perla preziosa di quello didattico: un fazzoletto di mezzo ettaro a pochi chilometri dall’abitazione della famiglia Bozzolo dove Marco e il padre Ettore spiegano ai visitatori, ai turisti e agli allievi delle scuole, il processo produttivo: dall’innesto alla raccolta, all’essiccazione delle castagne. Infarcendo il racconto attraverso sprazzi di fantasia e di genialità creativa. Su tutte le piante ne spicca una di almeno 500 anni, tra le più grandi a livello di dimensione della Valle Mongia e scavata internamente alla base. Rappresenta la storia di quei boschi e, sotto certi aspetti, anche quella della famiglia Bozzolo. La capostipite e la colonna portante di un lungo e affascinante cammino dell’uomo nel tempo e del tempo nella natura.

La coltivazione delle castagne è totalmente biologica, con il controllo completo della filiera. I 15 ettari di terreno “sfornano” 300 quintali all’anno della coltura: tutta di estrema qualità e garantita dal punto di vista della sicurezza alimentare. Una parte (100 quintali) è venduta fresca con la buccia, quella rimanente viene essiccata usando l’antico metodo naturale dello Scau: un piccolo fabbricato dove le castagne si asciugano a fuoco lento per 40 giorni. Il processo comporta la diminuzione del peso da 200 a 70 quintali di frutto secco che poi è confezionato o trasformato.  

Marco ha anche dato una svolta al modo di proporre il prodotto, venduto, adesso, non più ai grossisti, ma direttamente ai consumatori nel punto smercio di Castello e a una cinquantina di negozi specializzati della zona e di alcune grandi città come Torino, Milano e Genova.

Inoltre, Ettore e Marco appartengono alla comunità “Custodi dei Castagneti” di Slow Food, che ha l’obiettivo, insieme al Comizio Agrario di Mondovì, di salvaguardare la biodiversità e recuperare le antiche varietà di castagno della zona. 

PER CONOSCERE LA STORIA COMPLETA DELL’AZIENDA DI MARCO BOZZOLO E DELLE TANTE GENERAZIONI DI FAMIGLIA CHE HANNO COLTIVATO I CASTAGNETI IN FRAZIONE CASTELLO DI VIOLA CLICCA QUI E LEGGI L'ARTICOLO PUBBLICATO DA TARGATOCN LO SCORSO 3 SETTEMBRE        

Sergio Peirone

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