/ Cronaca

Cronaca | 13 novembre 2019, 16:16

Gara fra due auto nel centro di Mondovì: condannato a otto mesi uno dei giovani alla guida

Il fatto risale all’agosto 2017, inseguiti dai carabinieri, la scena era stata vista da molti passanti

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Era la sera del 1 agosto 2017 quando i carabinieri a Mondovì videro sfrecciare due auto, una Bmw e una Toyota “smarmittate” che si stavano inseguendo a forte velocità in corso Europa: “Sentimmo lo stridio delle gomme”, aveva raccontato davanti al giudice uno dei militari che erano seminascosti nelle vicinanze in servizio di pattuglia. “Li abbiamo seguiti e siamo riusciti a fermarne uno. Era il proprietario dei due veicoli e ci disse che alla guida dell’altra auto c’era A.M., una persona a noi già nota”.

A.M., 26enne di origine rumena e residente a Magliano Alpi, è stato condannato a 8 mesi di reclusione dal tribunale di Cuneo per aver violato l’art. 9/ter del Codice della strada, che contempla il divieto di gareggiare “in velocità” con veicoli a motore.

Molti i passanti che avevano assistito alla scena: “Ho sentito due macchine che stavano arrivando nella via principale dove cammina molta gente. I carabinieri li hanno inseguiti”, aveva ricordato un testimone. “Ho visto le auto che stavano giungendo da via Vittorio Veneto. Andavano veloci, in curva le ruote hanno perso un po’ di aderenza invadendo l’altra corsia. Non avevo mai assistito ad un inseguimento ad alta velocità nel centro di Mondovì”.

A.M., che si era dato alla fuga quando si era accorto di essere inseguito dalle forze dell’ordine, era stato rintracciato poco dopo. Per sviare i sospetti sulla sua persona aveva chiesto a un giovane marocchino, suo amico, di nascondere la sua Bmw.

Per il pm Gianluigi Datta un processo che si sarebbe potuto evitare se solo l’imputato avesse voluto portare a termine la misura alternativa della messa alla prova con lavori socialmente utili. Nessun dubbio sulla sua responsabilità: “Credibili i carabinieri, supportati dalle testimonianze di testimoni oculari”.

Secondo il difensore “indubbio che le due auto facessero molto rumore” perché avevano le marmitte “taroccate”, ma non erano così “potenti” da scorrazzare a “grandissima velocità”: “Non stavano facendo una gara, cosa improbabile su una strada come corso Europa”. Il legale aveva chiesto l’assoluzione o la riammissione alla messa alla prova come “monito” per il suo assistito.

Il giudice ha invece deciso per la condanna, accompagnata da un anno di sospensione della patente.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium