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Attualità | 14 novembre 2019, 08:14

Mondovì e il segretario comunale condiviso: "Le 'verità' del Comune che cambiano"

I consiglieri di minoranza del Centrodestra monregalese (Caramello, D'Agostino, Tealdi e Barello) sottolineano: "Nel 2017 il sindaco disse che la nostra città avrebbe dovuto avere un segretario in esclusiva, oggi si vocifera invece di una nuova convenzione. Furono parole troppo frettolose?"

Mondovì e il segretario comunale condiviso: "Le 'verità' del Comune che cambiano"

Un salto all'indietro nel tempo: martedì 24 ottobre 2017, presso il Comune di Mondovì, ove in estate si era insediata la neoeletta Giunta Adriano, svolgeva il suo primo giorno di lavoro Marina Perotti, nuovo segretario comunale in luogo di Bruno Armone Caruso.

Nel documento di nomina, pubblicato sull'albo pretorio digitale, si leggeva: "Il segretario comunale, con nota in data 12 ottobre 2017, ha comunicato che a decorrere dal 24 ottobre 2017 lascerà il suo incarico presso la segreteria convenzionata tra i Comuni di Frabosa Soprana (capofila), Clavesana, Farigliano e Battifollo, poiché ha accettato la nomina a segretario generale del Comune di Mondovì, disposta con provvedimento del sindaco in data 11 ottobre 2017. La segreteria convenzionata resterà pertanto priva di segretario titolare a decorrere dal 24 ottobre 2017 e i sindaci hanno espresso la volontà congiunta di addivenire allo scioglimento consensuale anticipato della convenzione come previsto dall'articolo 7, comma 2, lettera b della convenzione stessa".

Nel testo figurava, tuttavia, una clausola ulteriore, che riportiamo di seguito: "In tale ipotesi i sindaci, d'intesa tra loro e con l'accettazione del segretario, potranno definire in quale dei Comuni il segretario debba essere nominato. Se non si raggiunge un accordo consensuale fra le parti, il segretario comunale ricoprirà automaticamente l'incarico di segretario comunale nel Comune capo convenzione di Frabosa Soprana".

Quest'ampia premessa, per la quale ci scusiamo con i lettori ma che, al tempo stesso, riteniamo fondamentale rispolverare al fine di fornire un quadro della situazione imparziale e rispettoso nei confronti di tutti i soggetti interessati, è utile a introdurre la nota, con annessa interrogazione, diramata dai consiglieri di minoranza del Centrodestra di Mondovì, Giampiero CaramelloLuciano D'AgostinoGuido Tealdi Laura Barello.

"LE 'VERITÀ' CHE CAMBIANO" - "Le 'verità' del Comune che cambiano": esordiscono così i componenti di parte dell'opposizione consiliare, aggiungendo che "nel 2017, da poco insediato, il sindaco dichiarava in Consiglio comunale che il Comune di Mondovì avrebbe dovuto avere un segretario comunale in 'esclusiva', procedendo all'interruzione della convenzione di segreteria con un piccolo Comune del Monregalese".

DIETROFRONT? "Ora - proseguono Caramello e gli altri tre firmatari dell'interrogazione - immaginiamo che il sindaco, e con lui autorevoli esponenti della maggioranza, abbiano cambiato idea rispetto a quanto dichiarato a suo tempo. Infatti, non solo l'attuale segretario (subentrato a fine 2017) non è mai stato 'in esclusiva' e ha sempre mantenuto il ruolo presso un Comune dove prestava servizio già in precedenza, ma è notizia recente che l'amministrazione comunale abbia condiviso la possibilità che lo stesso lavori presso un ulteriore Comune e pare voglia stipulare una convenzione come quella che aveva a suo tempo sciolto".

COSA ACCADRÀ? "Personalmente - chiosano i consiglieri del Centrodestra -, riteniamo che sia giusto che il Comune di Mondovì, quale ente capofila del territorio, collabori e dia sostegno ai piccoli Comuni del Monregalese condividendo il proprio segretario comunale (se ciò non comporta maggiori oneri per il Comune e se si riesce a garantire appieno l'importante funzione del segretario). Meno male che c'è sempre tempo per cambiare le proprie 'verità'. Forse la scelta operata allora è stata frutto di una decisione frettolosa o condizionata da altro? Aspettiamo il prossimo Consiglio comunale per avere delle risposte e per conoscere le vere ragioni che hanno indotto il sindaco e l'amministrazione comunale a cambiare opinione".

Alessandro Nidi

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