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Cronaca | 15 novembre 2019, 18:02

I Carabinieri arrestano a Paesana un uomo coinvolto in un’indagine legata alla Camorra

L’arresto in via Monviso. Diverse le pattuglie di militari in paese. L’uomo, di mezza età, è di origini napoletane, e si trovava a Paesana per motivi di lavoro. L’indagine ha portato ad un maxi-blitz nel rione del Parco verde di Caivano, in Campania: 17 persone in manette, ritenute responsabili di una serie di reati tra cui l’associazione a delinquere di stampo mafioso

Immagine di repertorio

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Brillante operazione dei Carabinieri della Compagnia di Saluzzo, martedì, a Paesana.

I militari della locale stazione, insieme ai colleghi della Compagnia, hanno fermato e tratto in arresto, lungo via Monviso, un uomo di mezza età, di origini napoletane. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare, emessa Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambio della vasta operazione del Parco Verde di Caivano.

Martedì scorso, 12 novembre, proprio a Caivano, oltre 200 Carabinieri hanno infatti posto in essere un maxi-blitz, assediando il rione del Parco Verde, roccaforte dei clan legati alla camorra e una tra le maggiori piazze di spaccio d’Europa.

17 gli arresti: in manette affiliati ai clan Sautto-Ciccarelli, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione illegale di armi clandestine.

Praticamente in simultanea, a poco meno di 900 chilometri di distanza, a Paesana, i Carabinieri hanno tratto in arresto, per conto dei colleghi campani, l’uomo di mezza età. Diverse le pattuglie giunte in paese per prendere parte all’operazione.

L’uomo, fermato in pieno centro paese, è poi stato condotto in caserma, per tutte le pratiche del caso.

Il malvivente finito in manette, come precisato dai Carabinieri, si trovava in paese di passaggio, per motivi riconducibili alla sfera lavorativa.

Pare infatti che il soggetto arrestato fosse impegnato a Paesana per svolgere alcuni lavori, in subappalto, su un impianto di produzione idroelettrica.

L’indagine, coordinata Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dal Nucleo Investigativo dell’Arma di Castello di Cisterna, ha portato alla luce il sistema messo in piedi dall’organizzazione malavitosa, con il coinvolgimento dell’intera struttura di vertice del sodalizio.

In sostanza, i componenti del clan Sautto-Ciccarelli estorcevano denaro, pretendendo il pagamento del “pizzo”, a imprenditori e commercianti di Caivano. Non solo, dal momento che l’attività investigativa ha anche appurato che gli arrestati, oltre al “pizzo”, imponevano anche alle aziende della zona chi assumere, spartendo quindi “a tavolino” i posti di lavoro.

Il clan aveva inoltre messo le mani sul settore caseario della zona, riuscendo a creare una sorta di monopolio, in virtù del quale veniva imposto l’obbligo agli imprenditori di vendere e commercializzare soltanto i prodotti, tra cui le mozzarelle, di un’azienda vicina all’organizzazione criminale.

Nicolò Bertola

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