/ Politica

Politica | 21 novembre 2019, 21:00

Giustizia, il ddl di Costa sulla prescrizione rischia di far saltare il governo giallo-rosso

Il deputato monregalese di Forza Italia preso di mira da un editoriale del direttore de Il Fatto Quotidiano per la sua proposta di legge. Il tema è motivo in questi giorni di forti tensioni tra 5 Stelle e Pd. L’ex viceministro della Giustizia replica: “Da liberale accetto le critiche di Travaglio, anzi le esibisco, perché per me sono medaglie”

Marco Travaglio ed Enrico Costa

Marco Travaglio ed Enrico Costa

Che il governo giallo-rosso goda di precaria salute è un dato di fatto. I rapporti tra 5 Stelle e Pd sono ogni giorno più tesi e basta una  scintilla per far deflagrare il “Conte2”. Il conflitto tra le due forze di maggioranza si è fatto particolarmente aspro sul tema della giustizia, nello specifico sulla questione della “prescrizione”. Di dare via libera al congelamento della prescrizione prevista nel testo del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede il Pd non ne vuole sapere.

Se il provvedimento ritenuto “forcaiolo” non sarà ritirato o corretto, il partito di Nicola Zingaretti minaccia di votare la proposta del forzista Enrico Costa: sospensione per 18 mesi dopo le sentenze di primo e secondo grado. Per tutta risposta il Guardasigilli ha evocato la crisi di governo.

La norma cosiddetta “blocca prescrizione” però è già in vigore anche se scatterà operativamente solo dal 1° gennaio. Per bloccarla occorre che la modifica sia approvata in tempi stretti (entro il 31 dicembre sia alla Camera che al Senato).

Il Pd non può inseguire il M5S sul terreno del giustizialismo anche per non lasciare spazio a Matteo Renzi che ha già fatto propria la battaglia del garantismo strizzando l’occhio a Forza Italia. Il ministro Bonafede, dal canto suo, non può permettersi di fare dietrofront, perché avrebbe il sapore di un ulteriore cedimento a vantaggio del Pd. E’ su questo campo che si è inserito l’ex viceministro Costa, responsabile del dipartimento Giustizia di Forza Italia, con una proposta di modifica che potrebbe essere fatta propria dal Pd e che proprio per questo rischia di far saltare il governo.

La giustizia è terreno su cui il Fatto Quotidiano è particolarmente sensibile. Non per nulla, sul numero odierno, il direttore Marco Travaglio nel suo editoriale “L’anima de li mortacci” sferra un duro attacco a Enrico Costa, accusandolo di essere un “produttore industriale”, insieme a Nicolò Ghedini e Renato Schifani, di leggi da hoc per compiacere Silvio Berlusconi.

Travaglio sferza Costa ricordando le sue iniziative in tema di giustizia “da primatista mondiale di leggi ad personam” e, al contempo, i suoi passaggi di fronte.

“Il disegno di legge di Costa in materia di prescrizione – scrive Travagliopareva mestamente avviato sul binario morto. Ma mai disperare nel Pd e nei renziani. Da quando si son messi a caccia dell’anima del Conte 2, hanno pensato bene di trovargliela loro una soluzione".

"E non avendone una pret à porter – ironizza il direttore de Il Fatto – l’hanno presa direttamente da B. e dal sottostante Costa".

"Un caso di trapianto d’anima – conclude Travaglioche ricorda paurosamente le possessioni diaboliche. Qualcuno chiami l’esorcista”.

Costa, interpellato, non si scompone e replica serafico: “Subire un attacco a testa bassa da Marco Travaglio, che mi dedica nientedimeno che l’articolo di fondo, mi conforta".

"Significa – afferma il deputato forzista - che la mia proposta di legge crea qualche preoccupazione ai forcaioli, ai signori delle manette, a coloro che descrivono gli assolti come “colpevoli che l’hanno fatta franca”.

"Da liberale – aggiunge - accetto le critiche di Travaglio, anzi le esibisco, perché per me sono medaglie”.    

Giampaolo Testa

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium