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#controcorrente | 23 novembre 2019, 07:30

#controcorrente: la fornitura di energia elettrica non può andare in tilt per la neve come è successo a metà novembre

In provincia di Cuneo il blackout di parecchie ore ha riguardato 15 mila utenze. L’Uncem denuncia la mancata manutenzione delle linee. L’E-Distribuzione, che gestisce le reti Enel, dice di no. Ma, questa volta, qualcosa non ha proprio funzionato

#controcorrente: la fornitura di energia elettrica non può andare in tilt per la neve come è successo a metà novembre

E’ pur vero che a novembre gli alberi sono ancora carichi di foglie e una nevicata può causare più danni del previsto, con la rottura dei rami e la loro caduta anche sulle linee della distribuzione di energia elettrica. O il cumulo del ghiaccio sui cavi aerei  attraverso i quali la stessa viene fornita. Così è accaduto a metà mese: nella serata di giovedì 14 e durante la notte a cavallo con venerdì 15.

Pare impossibile, però, che in pianura una ventina di centimetri di manto bianco (in montagna certamente di più) possano produrre un blackout di parecchie ore per 28 mila utenze in Piemonte e 15 mila in provincia di Cuneo. Tra le quali alcune aziende, come la Michelin nella frazione Ronchi del capoluogo della “Granda”.

Per carità gli addetti di E-Distribuzione - società del gruppo Enel che gestisce le reti di bassa e media tensione - hanno lavorato senza sosta e con molto impegno per rimettere di nuovo tutto a posto.  E l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha stabilito che i clienti danneggiati debbano ottenere l’indennizzo.

Ma il problema, come ha sottolineato anche con un certa “durezza” l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) del Piemonte, è la mancata manutenzione delle linee e il taglio dei rami non effettuato nei modi dovuti.  “Sugli interventi post-emergenza - ha detto il presidente nazionale e vicepresidente regionale dell’organismo, Marco Bussone - gli operatori incaricati di ripristinare le reti hanno compiuto degli sforzi enormi. La questione “vera”, tuttavia, è il lavoro che non è stato fatto negli ultimi dieci anni. Il livello di ordinaria manutenzione è troppo basso”.

E-Distribuzione ha risposto di programmare costantemente dei piani di intervento nelle fasce di competenza delle reti, ma non ha l’autorizzazione a operare al di fuori di queste. Uncem ha ribattuto che il Regio Decreto 1775 del 1933, ancora in vigore,  e la sentenza 11.445 della Corte Costituzionale del 2017 dicono chiaramente come sia compito dei titolari delle servitù degli elettrodotti, quindi Enel, di provvedere alla potatura o al taglio delle piante capaci di produrre danni o inconvenienti agli impianti. Senza dover avere l’assenso dei proprietari dei fondi.

E-Distribuzione ha poi affermato di effettuare delle ispezioni periodiche sullo stato di “salute” delle linee per garantire sempre la massima qualità del servizio offerto. Operazione eseguita anche con elicotteri e droni. Evidentemente, però, questa volta qualcosa nella manutenzione non ha proprio funzionato.

Un tempo vedevi gli operatori che controllavano spesso sul posto le condizioni dei cavi e dei pali di sostegno. Ora non succede più. Un tempo c’era la possibilità del contatto diretto con il gestore attraverso gli uffici dislocati sul territorio. Ora le segnalazioni dei guasti vanno fatte al numero verde.   

Conclusioni? Nella fornitura di alcuni servizi essenziali - e l’energia elettrica lo è - la tecnologia avanzata non può sostituire le mani e il buon senso dell’uomo negli interventi da effettuare. E invece di pagare i danni dopo, sarebbe meglio investire di più prima nel buon funzionamento delle linee.      

#controcorrente

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