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Attualità | 28 novembre 2019, 18:13

Changer: a Fossano gli studenti del Vallauri sfidano il 2030

Si è concluso il percorso SEI - Fondazione Agnelli per le start-up. Il futuro è oggi

Changer: a Fossano gli studenti del Vallauri sfidano il 2030

Si è concluso lunedì 25 novembre “Changer”, il programma di formazione all’imprenditorialità sviluppato dalla SEI, la scuola di imprenditorialità e innovazione creata due anni fa dalla Fondazione Agnelli e da altri partner pubblici e privati piemontesi, che coinvolge studenti nello studio e realizzazione di soluzioni imprenditoriali innovative.

Changer è il modulo della School of Entrepreneurship & Innovation (SEI) dedicato al mondo dell'Impact Innovation con l'obiettivo di applicare tecnologie innovative per contribuire a risolvere problemi globali di interesse sociale, con l'ambizione di generare un impatto significativo sul mondo in una prospettiva di medio-lungo termine, capaci di rispondere alle sfide legate agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile lanciati dall’ONU per l’agenda 2030.

Changer ha coinvolto 50 studenti provenienti dai diversi indirizzi dell’Istituto Vallauri, che, suddivisi in gruppi e supportati da esperti mentor, hanno sviluppato le loro idee di business. Tradizionalmente il programma è sviluppato in ambiente universitario, ma, in questo caso, per la prima volta, a competere tra loro, sono stati studenti di 4° e 5° superiore.

Dal lavoro svolto durante i 10 giorni di bootcamp sono nate 10 idee di start-up per offrire prodotti o servizi innovativi e ad impatto positivo.

I partecipanti - sostenuti per la durata di tutto il programma dal PomLab, il FabLab dell’Istituto Vallauri e da una rete di mentor formata da imprenditori e professionisti – hanno testato la loro capacità di applicare strumenti e soluzioni tecnologiche avanzate, accedendo a “makerspaces” e “tech libraries” che hanno dato loro la possibilità di sperimentare e realizzare prototipi funzionanti. Al termine dei 10 giorni, lunedì 25 novembre, i prototipi sono stati presentati a una platea di aziende, imprenditori e investitori, nel corso di un incontro pubblico durante il quale è stato proclamato il progetto che maggiormente risponde alla sfida posta dall’agenda 2030.

I temi scelti riguardavano innovazione & sostenibilità. Dieci idee diverse, ma accomunate dallo stesso principio: usare la tecnologia per migliorare la nostra vita, su temi come la prevenzione degli incidenti stradali, la salute nelle aree urbane, l’inquinamento delle acque dei fiumi, lo spreco di cibo, ecc.

Davanti a una giuria incaricata di selezionare il progetto vincente, i 50 ragazzi hanno illustrato i loro progetti, ma, soprattutto, hanno mostrato il funzionamento del prototipo che hanno creato. Il programma, che ha un nome particolarmente evocativo, Changer, colui che porta un cambiamento, ha richiesto ai ragazzi non solo un esercizio teorico (come immaginare un nuovo servizio o un prodotto da vendere sul mercato), ma anche una capacità tecnica, realizzativa e organizzativa.

"La nostra scuola di imprenditorialità è nata nel 2018 per aiutare i ragazzi a sviluppare idee di impresa innovative. In meno di due anni di attività, 220 studenti universitari hanno frequentato uno dei nostri corsi, tutti gratuiti, e con una caratteristica comune: poca teoria, e molto lavoro concreto, perché pensiamo che l'unico modo di imparare a fare impresa è provarci davvero, e subito. Con il programma Changer, abbiamo voluto sperimentare qualcosa di diverso: sfidare 50 studenti più giovani (che frequentano le scuole superiori) a immaginare progetti di impresa sostenibile. Imprese capaci di vendere prodotti o servizi alle normali condizioni di mercato, ma con un tratto speciale: fanno del bene al nostro pianeta. L'esperimento ha avuto grande successo: sono venute fuori 10 idee che migliorano la sicurezza delle persone, difendono la loro salute, aiutano a vivere meglio nelle nostre città. Ma i ragazzi sono andati oltre: in appena 10 giorni hanno costruito prototipi digitali o meccatronici, per dimostrare la fattibilità delle loro idee. Merito di un istituto come il Vallauri, dove preside e corpo docente hanno creato davvero le condizioni ideali per far emergere il potenziale del ragazzi. E merito degli studenti, che hanno lavorato senza sosta, nei week end e di sera, continuando a frequentare le normali lezioni in classe. Da Fossano ripartiamo molto soddisfatti e con un sogno: estendere ad altre scuole l'esperienza bellissima vissuta al Vallauri" ha spiegato il vicepresidente della S.E.I. Andrea Griva.

Per noi i temi dell’innovazione e dell’imprenditorialità sono una straordinaria occasione per crescere. Questo progetto ha offerto un’occasione per motivare i ragazzi e per far loro vivere la scuola e i suoi laboratori... anche di domenica” ha commentato il dirigente dell’istituto Vallauri Paolo Cortese.

A vincere è stato il progetto Flux che consente di convogliare gli eventuali rifiuti presenti nelle acque fluviali in aree determinate per favorirne la raccolta. I cinque studenti, Lorenzo Picco, Daniele Comba, Fabio Rapalino, Erica Sarvia ed Andrea Fasolis, si sono aggiudicati la possibilità di partecipare al SEI Torino Forum, seminario laboratoriale per imprenditori hi-tech al quale interverrà anche il fondatore di Alibaba, la piattaforma di acquisti online, Jack Ma.

Non da meno le altre soluzioni: un’app per inventariare gli alimenti in un frigorifero utile sia a livello domestico che per ristoranti e mense; un sistema per migliorare la visibilità delle biciclette con l’aggiunta di frecce direzionali; lampioni intelligenti per risparmiare energia elettrica e ridurre l’inquinamento luminoso; un cassetto intelligente per catalogare gli alimenti e ridurre gli sprechi; un’interfaccia per computer che semplifica l’accesso alle funzioni di base; un dispositivo che limita le funzioni del cellulare quando riconosce che il proprietario è al volante; un sistema meccanico automatico di rimozione rifiuti dai fiumi; un cestino smart che riconosce il livello di riempimento e traccia una mappa a disposizione sia del cittadino che dell’operatore ecologico; un sito web dedicato al problem solving. L’elenco è in rigoroso ordine sparso: i 50 studenti hanno brillato sia per capacità e competenze che per sensibilità etica.

Agata Pagani

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