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Attualità | 28 novembre 2019, 11:15

Gestione acqua pubblica, il consigliere di Savigliano Portera: “Il sindaco tiri fuori i denti e lotti per fare ciò che era stato deciso”

Sollevata durante il Consiglio comunale la questione sull’ipotesi di una divisione della provincia in due gruppi di comuni, uno a gestione pubblica e l’altro a gestione mista pubblico-privata. Ambroggio: “Siamo per l’acqua pubblica, ma concretamente cosa vogliamo fare?”. Esibita la bandiera del Comitato Acqua Bene Comune di Cuneo “Tenete conto del volere dei cittadini”

Gestione acqua pubblica, il consigliere di Savigliano Portera: “Il sindaco tiri fuori i denti e lotti per fare ciò che era stato deciso”

“Noi siamo per l’acqua pubblica”, lo ha ribadito durante l’ultimo Consiglio comunale di mercoledì 27 novembre il sindaco di Savigliano, Giulio Ambroggio, in risposta all’interrogazione del consigliere di minoranza Antonello Portera (M5S) sull’adesione al consorzio CoGeSi (Consorzio Gestori Servizi Idrici Scrl).  

“Si tratta di una questione che mi sta molto a cuore da diversi anni”, ha esordito Portera snocciolando i tre punti dell’interrogazione: “conoscere l’intendimento e l’operato dell’Amministrazione relativamente alla costituzione dell’aziende territoriale di competenza, subentrante all’attuale gestore misto Alpi Acque e destinata a consorziarsi con gli altri gestori pubblici in Cogesi Spa”, “conoscere quale sia lo stato attuale del percorso eventualmente intrapreso” e “conoscere le reali intenzioni dell’Amministrazione in relazione alle notizie riportate dagli organi di stampa e rese ufficiali dall’attuale sindaco di Alba, secondo le quali la Regione potrebbe smembrare l’Ato4 in due ambiti alla scopo di favorire una gestione mista privato-pubblica nell’albese-Langa-Roero che coinvolgerebbe anche tutta l’area omogenea saviglianese”. 

Il 27 marzo 2019 infatti la conferenza dei rappresentanti dell’Ato4 aveva adottato la delibera per cui affidava al gestore totalmente pubblico Cogesi il servizio idrico integrato per i prossimi 30 anni su tutta la provincia di Cuneo. In quell’occasione l’area omogenea che comprende i comuni di Savigliano, Caramagna, Cavallerleone, Cavallermaggiore, Marene, Monasterolo di Savigliano, Racconigi, Villafalletto e Vottignasco, si astenne, anche se si segnalò la posizione favorevole del Comune di Savigliano, come già avvenuto anche marzo del 2018 in occasione dell’assemblea dei sindaci della provincia di Cuneo. Dopo la delibera della conferenza dell’Ato4, il Consorzio CoGeSi dovrebbe prendere la piena operatività come gestore unico entro marzo 2022. 

“Siamo per l’acqua pubblica, lo abbiamo già detto e ridetto. C’è però una novità rispetto a questa primavera” ha puntualizzato il primo cittadino che la settimana scorsa ha partecipato a una riunione con il sindaco di Marene, Roberta Barbero. “La Regione vorrebbe un solo atto per la provincia di Cuneo per coordinare il tutto, però sotto questo atto vorrebbe anche due subatti, uno pubblico con CoGeSi, e l’altro pubblico-privato. Per fare ciò è necessario una delibera del Consiglio regionale che lo stabilisca, occorre individuare le zone e i comuni che rientrerebbero nell’uno e nell’altro. Chiaro è che non si vuole dividere la provincia a macchia di leopardo. Fatto ciò, i comuni che capitano nell’atto misto dovranno fare una gara per il partner privato”.

“Quasi sicuramente l’area saviglianese dovrebbe ricadere in quella mista, ma non è detto. La nostra posizione ora è, aspettiamo di vedere come si pronuncia il Consiglio. Stiamo in campana e vediamo come andrà a finire, sapendo che la preoccupazione è quella di far sì che ai cittadini sia garantito un servizio efficiente, è ovvio”. 

 

“L’acqua di Savigliano è buona, costa poco ed è gestita bene, anche grazie alla sostituzione dei tubi che è stata efficace - ha evidenziato Ambroggio -. L’idea è di continuare su questa strada”. Altra questione sollevata da Ambroggio durante la riunione a Marene è stata sulla possibilità di scegliere in che gruppo di comuni rientrare: “Non hanno saputo rispondermi, bisogna vedere la delibera cosa dirà. Spero che nel giro di poco si chiarisca la questione, l’unica cosa che possiamo fare è mettere pressione ai nostri rappresentanti regionali”. 

Risposta che tuttavia ha lasciato molta preoccupazione nel consigliere Portera che si è detto molto perplesso al riguardo e chiede maggiore impegno da parte dell’Amministrazione: “Era incoraggiante la prima frase della risposta. Sono estremamente preoccupato. Gradirei che anziché mantenere atteggiamento supino nei confronti di ciò che delibera la Regione e andare al traino degli altri comuni, si faccia qualcosa. Mi stupisco che il sindaco si lasci trainare da una forza politica che spinge verso l’aqua mista. Mi stupisce questo atteggiamento del sindaco, in una vicenda così importante in cui il comune di Savigliano ha un potere notevole nell’ambito della provincia. Possiamo fare da ago della bilancia verso l’acqua pubblica per tutto il Cuneese. Il sindaco tiri fuori i denti e lotti per fare ciò che era stato deciso. Facciamo sentire la nostra voce, se non riesce il sindaco facciamolo noi consiglieri, è l’unico modo per poter incidere”. 

Durante il discorso di Portera tra i banchi del pubblico è stata poi esibita la bandiera del Comitato Acqua Bene Comune di Cuneo che ribadisce la volontà dei cittadini espressa durante il Referendum del 2011 sul mantenimento dell’acqua pubblica. “Tenete conto del volere dei cittadini”, hanno aggiunto i rappresentanti del comitato invitati subito a togliere il simbolo, in quanto non ammesso durante le sedute del Consiglio comunale di Savigliano. 

“Concretamente cosa vogliamo fare? - ha chiesto a sua volta il sindaco Ambroggio -. Occupiamo il Consiglio regionale quando c’è la delibera?”

“Fatelo”, si è sentito ancora dai banchi del pubblico. 

“Intanto non dare questa risposta - ha ribadito Portera - ma una più propositiva, manifestando l’intenzione di stare fuori dal gruppo misto”. Azione comunque che non è detto sia possibile intraprendere, come ha poi sottolineato Ambroggio: “Bisogna vedere se è possibile, noi ci siamo per fare tutte le azioni preventive, siamo disponibili, però poi ci sono delle leggi che andranno rispettate, adesso possiamo solo influenzare la Regione”. 

Chiara Gallo

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