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Curiosità | 02 dicembre 2019, 13:16

Dove quasi tutti vedono rottami, lui vede opere d'arte: la passione di Niccolò per il vintage

Niccolò Vajente, 28enne di Cuneo, restituisce vita ad oggetti che trova nei posti più disparati. Un hobby ma soprattutto una passione che gli è stata trasmessa dal nonno e da un vecchio distributore degli anni '50

Dove quasi tutti vedono rottami, lui vede opere d'arte: la passione di Niccolò per il vintage

Niccolò Vajente ha 28 anni e lavora nell'azienda di famiglia, che si occupa di costruzione e manutenzione di strade. Nei capannoni di Spinetta, dove l'azienda ha sede, ci è cresciuto. Ed è lì che è nata la sua passione per il modernariato e il vintage, quando vedeva i camion fare rifornimento di carburante da un distributore degli anni '50. "Ne voglio uno anch'io", diceva al nonno Aldo Ramero, appassionato di mezzi agricoli d'epoca, trattori "testa calda" e mietitrebbiatrici.

Anno dopo anno la passione è cresciuta, diventando un hobby condiviso proprio con lui. "Quando avevo 20 anni sono andato in un cantiere. C'era un distributore del 1954. Ne sono rimasto così entuasiasta che il padrone me lo ha regalato". E' stato questo il suo primo lavoro di restauro. "Passo le serate nel capannone a ridare vita ad oggetti che per la maggior parte delle persone sono solo dei rottami. Io li cerco ovunque, li vedo e già immagino come potranno venire. Flipper, videogiochi cabinati, vecchie insegne pubblicitarie, distributori di bibite o caramelle: ho restaurato di tutto! C'è anche molto studio dietro. Mi occupo di ogni fase da solo, a parte la verniciatura, per la quale servono macchinari particolari", ci spiega Niccolò, che ha una pagina Facebook sempre più seguita.

Si chiama Niki Vintage e conta circa 5000 follower. "Sono molto conosciuto in Veneto e in Lombardia. In provincia di Cuneo la passione per questi oggetti non è ancora così diffusa come in altre zone d'Italia. Devo molto ad un ragazzo di Milano, Mauro, con il quale sono entrato in contatto e che mi ha dato tantissimi consigli".

È un hobby, non un lavoro, ci tiene a sottolinearlo. "I soldi che guadagno vendendo i pezzi li reinvesto per acquistarne altri. Tra i clienti ci sono privati, proprietari di locali o di negozi. Perché sono veri e propri oggetti di arredamento. Quando smonto e rimonto non penso a niente, è un'attività che mi fa stare bene. Questo è l'aspetto più importante. Il mondo del modernariato è divertente: ho conosciuto persone di ogni tipo in questi anni, collezionisti appassionati, persone che impazziscono per un flipper o per un'insegna pubblicitaria".

Niccolò trasmette entusiamo quando fa vedere i suoi piccoli capolavori: "A volte rinuncio ad uscire con gli amici per starmene nel capannone a smontare pezzi, a studiare come trasformarli, a renderli nuovamente funzionanti. Una passione per la quale ringrazierò sempre mio nonno Aldo. Solo lui mi capisce davvero".

 

Barbara Simonelli

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