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Attualità | 06 dicembre 2019, 18:30

33 posti di lavoro in più grazie al nuovo punto vendita Lidl, ma quali conseguenze per il commercio in centro città?

Ascom chiede di lavorare per evitare la desertificazione del centro di Savigliano. Ambroggio: “Presto apriremo un tavolo di lavoro con i commercianti”

33 posti di lavoro in più grazie al nuovo punto vendita Lidl, ma quali conseguenze per il commercio in centro città?

In totale sono 33 i posti di lavoro a Savigliano grazie all'apertura della Lild in via Mellonera, angolo Via Saluzzo. Già dalle 8 del mattino erano tantissimi i cittadini in fila per poter fare acquisti nel nuovo punto vendita. Presente all’inaugurazione anche il sindaco Giulio Ambroggio: Sono 27 assunti, di cui un terzo sono saviglianesi, e sei trasferiti da altri negozi, per un totale di 33 persone - conferma il primo cittadino -. Per la città un evento positivo per due motivi: sia perché il numero di occupati è importante, sia perché l’offerta dei prodotti è interessante”

Buone notizie dunque per gli acquisti e per l’occupazione saviglianese. Ma ci saranno conseguenze per i piccoli negozianti del centro città? 

“Diciamo che tutto fa ombra anche un filo d’erba - continua Ambroggio - ci sono sempre aspetti negativi e positivi. Di positivo sicuramente c’è lavoro in più e il fatto che tra i vari supermercati genera concorrenza con un conseguente abbassamento dei prezzi a favore dei consumatori”. 

“Si tratta dell’ennesima apertura - commenta invece il direttore Ascom di Savigliano, Livio Raballo - l’ultima di una lunga serie che conferma ciò che diciamo da tempo, cioè che in qualche modo si deve intervenire sul centro città per evitare la sua desertificazione e la perdita una dopo l’altra delle attività commerciali”. 

Secondo il direttore Raballo, due sono i livelli su cui intervenire: “Il primo a livello regionale, serve la politica per dare una mano ai Comuni per incentivare le aperture nei centri cittadini, mi riferisco ai distretti commerciali e ai fondi per i centri commerciali naturali; il secondo è a livello comunale, le amministrazioni con l’aiuto della regione, ma anche singolarmente, devono adottare delle politiche di incentivazione, devono rivedere i piani commerciali, cercare soluzioni per stimolare le nuove aperture, potenziare le infrastrutture come i parcheggi, la viabilità, tutto ciò che è utile per la vita commerciale del centro, altrimenti i negozi e le attività continueranno a chiudere”.

“La conseguenza inevitabile è che le persone smetteranno di frequentare il centro. Ma tutto questo ci presenterà il conto. Il centro perderà appeal, sarà dequalificato, gli immobili perderanno di valore, ci saranno ripercussioni sociali in generale”.

Per quanto riguarda Savigliano un segnale di allarme potrebbe essere la chiusura del Carrefour Express, principale supermercato di prossimità per chi abita in centro. 

“Quella è la punta dell’iceberg perchè è quello che ha fatto più rumore, ma in realtà ci sono tante cosiddette ‘chiusure silenziose’, ci sono decine e decine di negozi che chiudono, te ne accorgi solo quando passi davanti alla vetrina trovi la saracinesca chiusa. Un fenomeno che si sta ampliando”. 

“Ovviamente, non è solo colpa delle istituzioni, sarebbe troppo semplicistico. Esistono cause multiple, stiamo pensando a cosa possono fare per limitare il fenomeno, certo occorre considerare che alla base c’è anche un problema di mercato che sta cambiando, pensiamo alle vendite online. Resta il fatto che chi lavora in città ha più difficolta rispetto ai ‘big’ che investono al di fuori del centro”. 

Il sindaco Ambroggio tal proposito ha annunciato che presto sarà organizzato un tavolo di lavoro con i rappresentanti del commercio: “Siamo disponibili a confrontarci sulla questione”.

“Abbiamo incontrato i commercianti - aggiunge l’assessore alle attività produttive Michele Lovera - abbiamo ascoltato le loro problematiche e le loro esigenze, ci siamo quindi resi disponibili a creare un gruppo interdisciplinare che vedrebbe coinvolti gli assessorati delle attività produttive, lavori pubblici, urbanistica, ecologia. In un secondo tempo, in base allo studio portato avanti, si deciderà di coinvolgere altri assessorati come quello alla cultura. A quel punto bisognerà individuare uno o più funzionari per abbozzare il progetto e quindi riportare il tutto alla Giunta. L’idea è comunque quella di creare un team per ragionare insieme sul futuro di Savigliano da qui a cinque o dieci anni. Inizieremo a lavorare su questo progetto a partire da metà gennaio”. 

Chiara Gallo

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