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Economia | 06 dicembre 2019, 10:23

Cgil Cuneo: "Non abbiamo rinunciato a batterci contro il Jobs Act"

Riceviamo e pubblichiamo

Cgil Cuneo: "Non abbiamo rinunciato a batterci contro il Jobs Act"

La CGIL non ha rinunciato a battersi contro il Jobs Act, anzi. E’ di questi giorni la notizia che la Corte di Appello di Napoli, inserendosi nell'attuale dialogo tra le Corti, ha effettuato per la prima volta in Italia, un doppio rinvio, investendo sia la Corte Costituzionale che la Corte di giustizia europea del giudizio di legittimità riguardante la disciplina dei licenziamenti collettivi dettata dal jobs act. Due pronunce che confermano l'illegittimità del sistema delineato dal jobs act, così come dalla CGIL sempre denunciato.

La Corte d'appello si è posta il problema della normativa sanzionatoria applicabile al licenziamento di una lavoratrice. La Corte ha rilevato, infatti, che la lavoratrice era tutelata in forma minore rispetto ai “colleghi” anch'essi licenziati che, in ragione della data di assunzione (antecedente al 7 marzo 2015) potevano rivendicare la reintegra nel posto di lavoro. La lavoratrice, viceversa, poteva aspirare esclusivamente a una modesta tutela indennitaria, compresa tra 4 e 24 mensilità, in ragione della ridotta anzianità aziendale. Nella prima ordinanza, destinata alla Corte costituzionale, il giudice ribadisce le critiche al sistema del jobs act.

La Corte d'appello napoletana ha dunque sollevato questione di legittimità costituzionale sotto tre profili: disparità di trattamento e inefficacia della tutela accordata dal jobs act; violazione di norme fondamentali dell'Unione europea; eccesso di delega. Nella seconda ordinanza, sollevata innanzi alla Corte di Giustizia, la Corte di Appello di Napoli sottopone nuovamente a critica il jobs act sulla base dei parametri della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione (CDFUE), già Carta di Nizza. Le disposizioni violate sarebbero l'art. 20 (parità di trattamento), l'art. 21 (non discriminazione), l'art. 30 (tutela avverso licenziamenti), l'art. 34 (tutela all'accesso a sistemi di previdenza) e l'art. 47 (diritto a un rimedio efficace).

Salutiamo con soddisfazione le due pronunce, che ribadiscono quanto dalla CGIL sempre sostenuto in relazione all'illegittimità del sistema delineato dal jobs act. Un sistema che, riducendo sensibilmente la tutela della reintegra delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di licenziamento illegittimo e introducendo un regime indennitario inadeguato, ha inferto un colpo pesantissimo al sistema di tutele lavoristiche.
Per queste ragioni la CGIL seguirà con attenzione le due ordinanze, fiduciosi nel positivo esito delle controversie.

La Segreteria Provinciale

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