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Attualità | 09 dicembre 2019, 10:29

Le bambine possono diventare ciò che desiderano: lo Zonta di Saluzzo dona alle scuole d'infanzia della città bambole Barbie: astronauta, pilota, calciatrice e vigile del fuoco

Saranno donate dal club Zonta Saluzzo alle scuole di infanzia per promuovere carriere Stem e parità di genere con la bambola con cui le bambine giocano “a fare le grandi “. Il club sostiene i progetto internazionale Dream Gap

Saluzzo, la cena Zonta Saluzzo alle "Quattro Stagioni " dedicata al  progetto Dream Gap a cui hanno partecipato numerosi ospiti: nella foto il club

Saluzzo, la cena Zonta Saluzzo alle "Quattro Stagioni " dedicata al progetto Dream Gap a cui hanno partecipato numerosi ospiti: nella foto il club

Sei Barbie: astronauta, pilota, calciatrice, cronista, candidata politica, vigile del  fuoco, della linea “Carriere” della bambola più famosa al mondo, verranno regalate dallo Zonta club Saluzzo alle scuole per l’infanzia della città.

Non solo come giocattolo, ma per regalare sogni, Barbie con cui le bambine  giocano a “fare le grandi” entra nelle classi saluzzesi, insieme a materiali audiovisivi, con la issione di aiutare le più piccole a realizzare il proprio futuro, anche in carriere professionali spesso ostacolate da stereotipi di genere.

Il club, impegnato nell’avanzamento dello stato della donna e della promozione della parità di genere, ha dedicato la cena degli auguri di Natale (giovedì 5 dicembre alle “Quattro Stagioni d’Italia”) al progetto internazionale per combattere il cosiddetto “Dream Gap“ che la casa produttrice ha lanciato per i 60 anni della bambola. Ovvero il fenomeno di portata mondiale, fatto emergere da studi scientifici, secondo il quale le bambine dall’età di cinque anni iniziano ad auto-limitare le proprie capacità e a dubitare del proprio potenziale, smettendo di credere di poter fare ciò che desiderano, per il fatto di appartenere al genere femminile.

Con il ricavato della lotteria condotta dalla presidente Anna Maria Gavatorta e dalla vice Alessandra Piano svoltasi  durante la cena a tema, dai colori e stile Barbie, spettacolarizzata dalla trionfale torta della più famosa fashion doll, si acquisteranno le  linee dedicate alle carriere Stem con modelli di ruolo che stimolino le donne di domani, a sognare alla grande.

"Puoi essere tutto ciò che desideri” ha sottolineato la presidente di Zonta Saluzzo presentando il progetto e ciò che è stata Barbie nei sei decenni di vita. “Non solo un icona moda,  ma  si è cimentata in 200 carriere, cambiando look e interpretando donne che hanno lasciato un segno nella storia. E’ stata ballerina, veterinaria, medico, poliziotta, soldato. E stata in corsa alla casa Bianca, ambasciatrice Unicef, Frida Kalho, la fisica Katherine Jonshon, l’aviatrice Amelia Earhart, icona zontiana.

Barbie ha indossato la tuta di astronauta già nel 1965, quattro anni prima dello sbarco sulla luna e prima di  impersonare, lo scorso anno, Samantha Cristoforetti. Proprio la Barbie Cristoforetti è nata per sensibilizzare sul tema della differenza di genere, degli stereotipi e del Dream Gap che il nostro club sostiene".  

Di Barbie nome d’arte di Barbara Millicent Roberts, lanciata il 9 marzo del 1969 dalla mamma di Barbara, Ruth, per creare una nuova amica del cuore per le bambine, ha ricordato la storia e il modello Maria Barrera, zontiana, presidente della Consulta per le Pari Opportunità.

Da quella data allora Barbie si rinnova, si trasforma e per questo rimane l’interprete di ogni periodo storico, delle trasformazioni culturali (ed estetiche). Ha attraversato tutti i paesi: icona del fashion (vestita dagli stilisti più famosi) e voce dei popoli grazie alla ricerca, avviata fin dal 1964, di un legame tra le diverse culture, una varietà multietnica intesa come valore contemporaneo imprescindibile. 

Barbie riesce ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica e in 60 anni di vita è stata riprodotta in 50 nazionalità diverse in 140 paesi del mondo"

Giocare con la Barbie, affermano studi in merito "è una cosa seria che porta con sé una sequela di implicazioni socio-psicologiche, una negoziazione della soggettività in cui vi sono identificazioni e proiezioni verso il futuro".

vilma brignone

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