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Attualità | 10 dicembre 2019, 17:35

"Quale sarà il nostro futuro?": la preoccupazione di alcuni dipendenti del "Sacra Famiglia" di Mondovì

"Abbiamo un contratto a tempo determinato e ad oggi non abbiamo notizie in merito al rinnovo", scrivono. La replica del presidente della casa di riposo, Diego Bottero: "Salvaguarderemo il maggior numero possibile di posti di lavoro". Giovedì alle 12 l'incontro con i sindacati. Nel frattempo, la realtà monregalese è divenuta un'azienda pubblica di servizi alla persona, come comunicato dalla Regione Piemonte

"Quale sarà il nostro futuro?": la preoccupazione di alcuni dipendenti del "Sacra Famiglia" di Mondovì

Futuro incerto per alcuni dipendenti assunti con contratto a tempo determinato presso la casa di riposo "Sacra Famiglia" di Mondovì. 

Proprio nella mattinata di lunedì 9 dicembre la Regione Piemonte ha approvato il passaggio della realtà monregalese ad azienda pubblica di servizi alla persona; una variazione già annunciata nel mese di febbraio e che comporterà l'avvio delle procedure di rinnovo dell'attuale direttivo da parte dell'amministrazione comunale.

RINNOVI IN BILICO?

In queste ore, tuttavia, vige grande preoccupazione fra i lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato, come si evince dalla lettera che hanno indirizzato al nostro giornale e di cui pubblichiamo, di seguito, un estratto: "Il 'Sacra Famiglia' è un'Ipab prossima a diventare un'azienda di grandi dimensioni, che conta circa 113 ospiti e 55 dipendenti, il 22 per cento dei quali precari da molti anni, con un sistematico rinnovo che allontana di 12 mesi in 12 mesi la stabilizzazione definitiva del rapporto di lavoro. Alla fine di ogni anno, alla scadenza del nostro contratto di lavoro pubblico, viviamo un momento di grave incertezza che ci invade di ansia e panico. Paura di perdere il lavoro che ci dà la possibilità di sostenere e proteggere economicamente le nostre famiglie. Emozioni e stati d'animo che albergano da anni dentro ognuno di noi, fino a quando non arriva il sospirato rinnovo".

"Quest'anno però, alla data odierna, l'amministrazione della Casa di Riposo non ci ha ancora comunicato il nostro 'futuro prossimo' - proseguono i dipendenti -; i nostri contratti scadranno il 31 dicembre e non ci è dato sapere che fine faremo il 1° gennaio 2020. Viviamo, quindi, nell'insicurezza e incertezza, che pare raddoppiata alla vigilia del prossimo Natale. Anno dopo anno siamo entrati a far parte del tessuto stesso della casa di riposo, siamo un tutt'uno con l'intero organico del 'Sacra Famiglia', abbiamo gli stessi obiettivi sia dell'uno che dell'altro. Non possiamo rincorrere quotidianamente 'voci di corridoio' sperando che non siano vere, né possiamo permettere che i nostri destini siano messi dentro un bussolotto dal quale vengano estratti quelli più fortunati! Chi ci dà una risposta? Chi ci dà una certezza? Cosa dobbiamo dire alle nostre famiglie e ai nostri bambini? Quale sarà il nostro futuro prossimo?".

LA REPLICA DEL PRESIDENTE: "GIOVEDÌ INCONTREREMO I SINDACATI"

Abbiamo contattato il presidente del "Sacra Famiglia", Diego Bottero, per chiedergli lumi sulla questione. "Siamo consapevoli - ha dichiarato - delle preoccupazioni dei nostri collaboratori e faremo di tutto per salvaguardare il più alto numero possibile di posti di lavoro, sia in pianta organica dell'ente sia quelli indiretti e non alle nostre dipendenze. Il nostro interlocutore non è il singolo dipendente o gruppi di essi, ma sono i sindacati che li rappresentano".

Sindacati aziendali e provinciali con i quali, alle 12 di giovedì 12 dicembre, si terrà un incontro: "Con loro vogliamo il confronto su tutti i temi, nell'interesse dei nostri lavoratori che sono e rimarranno il nostro patrimonio - ha aggiunto Bottero -. Presenteremo loro la nostra linea d'azione e i nostri intendimenti in materia. Personalmente, ritengo non servano unicamente tavoli negoziali, ma un tavolo di confronto costantemente aperto con il sindacato e con l'intero personale".

Alessandro Nidi

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