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Attualità | 11 dicembre 2019, 14:10

Si apre il Monastero di Santa Maria della Stella, nuovo auditorium della città e sede della Fondazione CrSaluzzo

Il programma inaugurale sabato 14 e domenica 14. Prenotazioni quasi al completo sul sito della Fondazione. Il cantiere è partito nel 2015. Per la rifunzionalizzazione e il restauro: 5 milioni di euro. “Sarà una casa aperta per la città”: il presidente dell’Ente Marco Piccat. La chiesa delle monache di clausura di Rifreddo, ritrova la sua luminosità originale. Con gli scavi scoperte pagine di storie inedite del borgo di San Martino: una fornace del ‘400 e 49 sepolture

Saluzzo,  facciata della Chiesa del Monastero di  Santa Maria della Stella. Il complesso

Saluzzo, facciata della Chiesa del Monastero di Santa Maria della Stella. Il complesso

 

L’inaugurazione su invito è venerdì 13, a cui seguiranno le visite guidate aperte alla cittadinanza con la presentazione dei restauri e i concerti, sabato 14 e domenica 15 dicembre.

Dopo anni di lavori si apre il Monastero di Santa Maria della Stella, riconvertito  in centro congressi, auditorium polifunzionale (nel coro monacale ) e nuova sede della Fondazione CrSaluzzo (nell’ex sagrestia).

L’Ente acquistò, nel 2007 dai Gesuiti, la chiesa sconsacrata in grave stato di degrado, insieme ad alcuni edifici privati confinanti.

E’ un momento di gioia. E’ la restituzione di quasi 100 anni di risparmi dei cittadini che hanno avuto  fiducia nella banca del territorio. Sarà una casa aperta per i Saluzzesi, aperta per accogliere iniziative della città: culturali, economiche, turistiche, manifestazioni, convegni, mostre - Marco Piccat, presidente dell’Ente , succeduto alla presidenza di Gianni Rabbia che ha avviato l’ operazione.

Per la partecipazione agli eventi inaugurali, che hanno le liste quasi al completo, è necessaria la prenotazione sul sito: www.fondazionesaluzzo.it.

Sabato 14  dalle 9,30 alle 12,30: la presentazione dei restauri a cui seguiranno dalle 14,30 alle 17,30 visite guidate in collaborazione con la Delegazione FAI Saluzzo, che continueranno dalle 21 alle 22,30 con  l’accompagnamento musicale live. Domenica 15 dicembre, concerti d’ Arpa in collaborazione con Apm (9,30; 12,30; 17,30) e visite guidate (10-12,30/ 14,30- 17,30 ) sempre con la Delegazione FAI saluzzese. Dalle 21 “Un viaggio” nella musica francese, in legame con la storia del luogo e ancora  musica con il concerto di Capodanno dedicato alla Vergine, mercoledì 1 gennaio  alle 17 a cura dei Polifonici del Marchesato.

Il cantiere si aprì nel 2015, dilatandosi via via. La chiesa di Santa Maria della Stella o del Sacro Cuore di Gesù  o Croce Rossa con il grande coro,  fanno parte infatti del più ampio complesso, un tempo occupato dal Monastero cistercense femminile, fondato con il benestare del Papa, a Rifreddo nel 1219 da Agnese, figlia di Manfredo II Marchese di Saluzzo e che riuniva, nel primo periodo, 12 monache di clausura. Racconta Giuliana Mussetto curatrice della ricerca storica.

Il monastero fu trasferito a Saluzzo alla fine del XVI secolo,  sull’area che oggi è tra corso Piemonte, via Rifreddo e via Macallè, dove sorgeva un Monastero delle Clarisse. In corso Piemonte nel 1611, le suore costruirono una prima chiesa e cent’anni dopo, questo edificio sacro rivolto a est, verso la città.

Le ricerche archeologiche lo hanno confermato facendo dei lavori un percorso di scoperta di pagine di storia sconosciute, obbiettivo culturale della Fondazione parallelo alla rifunzionalizzazione dell’edificio.  Scoperte che si legano  agli studi sulle monache di Rifreddo, alla  storia di questi ordini monastici femminile e a quella dell’isolato con il quale l’edifico ha molte interconnessioni.

Il restauro seguito dalle Soprintendenze, durato tre anni, 1.165 giorni, 3 mila lame di bisturi tra i materiali usati, è stato  eseguito dal Consorzio San Luca di Torino con 14 restauratori e collaboratori di 4 imprese consorziate. “All’inizio ci siamo spaventati per il pessimo stato di conservazione”.

I lavori hanno coinvolto tutte le parti della chiesa, dalla facciata alla cupola, all’altare ligneo, ai motivi floreali e l’intero apparato decorativo interno ed esterno, riportando l’edificio sacro, prima scuro e barocco, alla luminosità e accoglienza originarie: “mai trovate simili nel Saluzzese”.

Tra le particolarità, segnalano Giorgio Garabelli e Michelangelo Varetto, il ritrovamento di due grate originarie e i ritratti della badessa sulle colonne marmorizzate e nel coro, che hanno fatto immaginare scene di vita quotidiane delle monache. 

Le ricerche archeologiche, coordinate  da Monica Girardi della Ft studio scavi archeologici e il ritrovamento di materiale hanno portato alla scoperta, sotto la chiesa di  una fornace attiva dal ‘400, consentendo una ricostruzione storica delle piante dell’abitato medioevale, nel borgo di San Martino prima dell'arrivo delle Monache di Rifreddo.

Per raccontare  meglio questo passato pieno di sorprese, con sovrapposizioni di eventi e  costruzioni, è stato allestito un percorso di visita virtuale. 4 totem audio-video con immagini e ricostruzioni tridimensionali, accompagnate da una narrazione; 2 schermi olografici  con l’ animazione di reperti ritrovati. Tra questi anche gli oggetti religiosi, medagliette e crocefissi, ritrovati sugli scheletri delle monache sepolte nel  piccolo cimitero che era situato all’ingresso della chiesa, nello spigolo che fa da contrafforte all’edificio.

L’iter dei lavori per la Fondazione CrSaluzzo è stato seguito da Michele Scanavino. Costo complessivo: 5 milioni di euro, ha comunicato Laura Ponzalino, dei quali quasi 2 milioni per il restauro delle parti pittoriche, scavi archeologi, allestimenti multimediali del nuovo auditorium.

Il Consiglio sta valutando le questioni relative alla  gestione e  alle future aperture del complesso.  

 

 

Vilma Brignone

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