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Politica | 12 dicembre 2019, 13:30

Migranti e decreti sicurezza: i giovani di FuturAlba chiamano in piazza Langhe e Roero

Nel dicembre 2018 in 500 presero parte alla manifestazione promossa all’indomani della prima stretta sull'accoglienza dei rifugiati voluta dall’allora ministro Salvini. Domenica 22 un nuovo momento per tornare a parlare di immigrazione e diritti

Migranti e decreti sicurezza: i giovani di FuturAlba chiamano in piazza Langhe e Roero

Il 22 dicembre 2018 circa 500 persone attraversarono le vie di Alba e si riunirono in piazza Garibaldi per mostrare il loro dissenso nei confronti del Decreto Sicurezza 1 (decreto legge 113/2018) entrato in vigore il 5 ottobre e convertito dal Parlamento in legge nel dicembre 2018: un provvedimento che come noto non riconosce la protezione per motivi umanitari ai migranti entranti e ne impedisce il rinnovo a quelli già presenti sul territorio italiano, facendo loro acquisire lo status di irregolare, non permettendo loro l’accesso a servizi fondamentali quali quello sanitario nazionale e precludendo loro la possibilità di lavorare in regola.

A distanza di un anno da questa legge, cosa è cambiato?
Il divieto di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, nonostante la “resistenza giuridica” portata avanti contro il provvedimento (si veda il Tribunale di Bologna) e che ne ha fatto perdere valore in termini giuridici, ha lanciato un forte segnale pubblico, rendendo infatti sempre più frequenti le chiusure nei confronti dei migranti da parte delle banche e dei datori di lavoro.
L’impedimento del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari ha aumentato il numero di irregolari presenti sul territorio italiano – moltissime persone regolari, già da tempo residenti in Italia, sono diventate da un giorno all’altro clandestine. Non disponendo però delle risorse necessarie e in molti casi di accordi bilaterali coi Governi dei paesi di origine, non è stato possibile rimpatriare queste persone, che comunque hanno perso la regolarità e tutto ciò che essa comporta.

L’allungamento dei termini della procedura per la richiesta e ottenimento della cittadinanza italiana da 24 a 48 mesi (da 2 a 4 anni) ha avuto come risultato quello di rendere più gravoso per gli stranieri residenti anche da molti anni in Italia l’ottenimento della cittadinanza, misura che oggettivamente non ha aumentato di fatto la sicurezza e l’integrazione.

L’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari ha drasticamente ridotto in sede amministrativa il riconoscimento dello status di rifugiato dal 29% delle domande esaminate tra l’agosto 2017 e luglio 2018 al 6% di quelle esaminate tra l’agosto 2018 e il luglio 2019.
Il cambiamento del sistema di accoglienza per i richiedenti asilo ha fatto sì che questi ultimi sia stato negato l’accesso allo Sprar (attuale Siproimi), articolato a livello locale, e imposto la permanenza nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) in capo alle Prefetture.

Inoltre, nonostante la giurisprudenza abbia preso posizione contraria, la previsione del Legislatore, secondo cui i titolari di protezione umanitaria non avrebbero dovuto accedere nemmeno ai Cas, è stata applicata dalle Prefetture che hanno quindi espulso decine di migliaia di persone dal sistema dell’accoglienza.

Nell’estate del 2019 il Parlamento ha approvato il Decreto Sicurezza bis (decreto legge 53/2019) che prevede pesanti sanzioni per i comandanti che “violano” il divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane apponibile da parte del ministro dell’Interno, scoraggiando e impedendo di fatto le attività di soccorso in mare da parti di navi private e andando non solo contro i principi del Codice del Mare, ma anche contro le leggi morali e i valori di umanità intrinsechi all’uomo.

A distanza di un anno, Alba, Langhe e Roero scendono di nuovo in piazza per ribadire il loro dissenso nei confronti di non una, ma ben due leggi che non rispettano i principi e valori contenuti in Costituzione e condivisi da tutti coloro che in essa credono, e  per dire sì alla modifica del Trattato di Dublino, sì alla redistribuzione dei migranti a livello europeo e sì all'abrogazione dei due decreti sicurezza. Sì ad un’alternativa che è possibile.

Domenica 22 dicembre FuturAlba invita tutta la società civile in piazza Michele Ferrero alle ore 15 per marciare nelle vie del centro e dirigersi in piazza Garibaldi, luogo della manifestazione.
Qualunque associazione o ente che voglia aderire alla manifestazione può contattare gli organizzatori alla email futuralba2023@gmail.com oppure alle pagine Facebook FuturAlba e Instagram futur.alba. Nella giornata che precederà la manifestazione verranno resi pubblici i nomi di coloro che aderiranno.

Comunicato stampa

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