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Ad occhi aperti | 15 dicembre 2019, 17:00

Pirateria in calo in tutta Europa... tranne che in Italia - Once Upon a Time in Hollywood

Da notare come in generale il dato del commercio online illegale sia diminuito anche da noi (-15,8%)… e questo significa che la flessione “positiva” riguarda soprattutto la fruizione di film

Un "dietro le quinte" di Once Upon a Time in Hollywood

Un "dietro le quinte" di Once Upon a Time in Hollywood

“Once Upon a Time in Hollywood” (“C’era una volta a Hollywood”) è un film del 2019 di produzione anglo-americana scritto e diretto da Quentin Tarantino.

La pellicola, ambientata nella Los Angeles del 1969 a pochi giorni dal tragico massacro di “Cielo Drive” in cui la “family” di Charles Manson uccise chiunque fosse presente nell’abitazione del regista Roman Polansky (specialmente sua moglie, Sharon Tate, incinta), vede come protagonisti Rick Dalton e Cliff Booth, un attore western in declino e la sua controfigura, impegnati nel ritagliarsi un posto nell’industria cinematografica in costante cambiamento.

La notizia e i dati EUIPO su cui è basata sono di alcune settimane fa ma la riflessione rimane comunque di assoluta attualità: in Unione Europea, nell’annata 2017-2018, la fruizione di film scaricati illegalmente si è ridotta del 19,2%.

Nello specifico, però, sono due i paesi in cui lo stesso dato ha riscontrato invece un incremento positivo: la Slovenia e, purtroppo, la nostra Italia con il +28,4%, nemmeno poco se raffrontata alla media europea. Da notare, poi, come in generale il dato del commercio online illegale sia diminuito anche da noi (-15,8%)… e questo significa che la flessione “positiva” riguarda soprattutto la fruizione di film.

Il dato in negativo a livello europeo non dovrebbe stupire, è indubbio sia uno degli effetti principali della celebrità raggiunta dalla piattaforma streaming “Netflix”: se puoi vedere un film o una serie tv a qualità elevata e a un prezzo fondamentalmente ridicolo perché rischiare di riempirsi il computer di malware e guardarlo con la qualità video di un Nokia 3310 (seppur gratis)?

Senza parlare, ovviamente, del fatto che lo scaricare film illegalmente rappresenta un danno serio a un comparto commerciale che – come tutti i comparti commerciali – non è eterno e inossidabile. Appare evidente, però, che noi italiani non si ragioni proprio tutti in questo modo.

Proprio come il cinema di oggi, diviso tra servizi streaming sempre più diversificati e numerosi e la lenta trasformazione della “sala” in un vero e proprio lusso per abbienti (processo per certi versi simili a quello affrontato dal teatro), anche quello ritratto nell’ultimo film di Quentin Tarantino è un cinema sull’orlo di un grande, grandissimo cambiamento: il personaggio di Leonardo Dicaprio (e di conseguenza la sua controfigura, Brad Pitt) cerca disperatamente di “fare il grande salto” e affermarsi a Hollywood, ma trova la propria strada nel cinema soltanto in Italia, come star dei tanto vituperati “spaghetti western”.

Ma – e qui sta la genialità narrativa del capolavoro di Tarantino – questo grande cambiamento nel film non avviene. Perché, di fatto, non avviene ciò che l’ha scatenato ovvero il massacro di “Cielo Drive”, il momento in cui l’America intera ha guardato in faccia la generazione dell’amore libero scoprendone un’inclinazione violenta e barbara, e il più lontano possibile da ciò che tutti consideravano la realtà.

Ma la nostra quotidianità non è e non può essere favolistica come quella tratteggiata da Tarantino: i cambiamenti avvengono e devono avvenire, e non lo fanno (quasi) mai davvero in modo brusco. Bisogna accettarli, che siano positivi o negativi, guardando al passato non con nostalgia ma con oggettività.

Lo spostarsi del cinema dalle sale alla piattaforma streaming è un processo ormai in corso, più concreto di quello che possiamo comprendere “al di qua” dell’oceano. E porterà un sacco di elementi negativi – come per esempio la perdita della concezione “sociale” del guardare un film – ma al costo della sconfitta (parziale o meno) della pirateria.

simone giraudi

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