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Curiosità | 16 dicembre 2019, 08:50

Mondovì: un successo la rassegna di "arti gemelle" all'Antico Palazzo di Città

Una carrellata di stupende opere pittoriche alle pareti, una esemplare lezione di storia dell’arte da parte del prof. Ernesto Billò, intermezzi perfetti sotto il profilo tecnico ed ancor più interpretativo alla chitarra ed al flauto traverso

Mondovì: un successo la rassegna di "arti gemelle" all'Antico Palazzo di Città

Musica e pittura si sono davvero dimostrate arti gemelle, nell’Antico Palazzo di Città. Una carrellata di stupende opere pittoriche alle pareti, una esemplare lezione di storia dell’arte da parte del prof. Ernesto Billò, intermezzi perfetti sotto il profilo tecnico ed ancor più interpretativo alla chitarra ed al flauto traverso, di due giovanissimi ed impegnati musicisti: Sergio Cagnaso e Maddalena Lanfranco.

Grazie alla disponibilità di vari collezionisti si sono portati nuovamente a Mondovì rari dipinti: da Guido di Montezzemolo, presentato in pochissime occasioni, grazie alla sensibilità del figlio dott. Pietro, ai fratelli carrucesi Vaschetti, ai monregalesi Fracchia, Cangioli, ed altri, al murazzanese Cerrina ed ancora tanti altri scomparsi in tempi più recenti. Un nutrito gruppo di artisti contemporanei ha offerto il meglio della loro produzione, presentandosi al pubblico nel modo più convincente, nell’affrontare, come i “padri” un tema assai impegnativo quale quello delle nature morte, riuscendo a scavarne il fascino.

Il pomeriggio, come già detto, si è arricchito con la fase musicale, che ha potuto evidenziare come la musica classica, ricca nella letteratura, sia uno strumento di crescita umana e culturale dei ragazzi, di quei ragazzi che sanno affrontare con slancio e ordine lo studio delle opere, senza preoccuparsi che richiedano tempo e impegno, forse qualche volta fatica o meglio costanza e grinta.

Studio delle materie scolastiche tradizionali e al fianco, con uguale vigore, anche saper affrontare questa “seconda scuola”, ricavandone soddisfazione. Maddalena al flauto ha saputo trascinare un nutrito pubblico, per la sua maturità e scioltezza interpretativa, proponendo una composizione del grande Bach, tutt’altro che semplice e scolastica, dimostrando tutta la sua passione e la volontà, conscia delle mete a cui tendere.

Sergio, con un coraggio che gli fa onore, ha voluto affrontare la musica moderna e contemporanea, di due scuole diversissime, la nostra italiana d’oggi e quella basca della fine novecento, con difficoltà stilistiche indubbie, dal pubblico medio poco appetita, perché troppo spesso “appisolato” sulle espressioni ottocentesche, più gradevoli. Il risultato è stato davvero apprezzabile.

Non era il momento di imporre ai presenti un vero concerto, ma,ricordiamolo pure, la generosa disponibilità dei due ammirevoli interpreti, ha concorso a suscitare un consenso sincero verso la loro bravura e costanza.

comunicato stampa

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