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Al Direttore | 27 dicembre 2019, 15:30

Autoservizio sostitutivo della ferrovia tra Alba e Neive: l'opinione di un lettore

Riceviamo a pubblichiamo

Immagine di repertorio

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Egregio direttore,

venerdì 20 dicembre, sul vostro giornale, è comparso un articolo in cui si parla di autoservizio sostitutivo della ferrovia tra Alba e Neive.

Purtroppo, un dissesto idrogeologico di vecchia data, da lungo tempo, interrompe il transito dei treni, ma una colpevole indifferenza, farisaicamente mascherata con una vera o presunta mancanza di fondi per eseguire un lavoro la cui spesa, di volta in volta, ad ogni analisi che si succede alle precedenti, lievita, non allevia la gravità del problema.

Ben venga un autoservizio sostitutivo integrato, così come dovrebbero anche esistere altri autoservizi integrati a pettine, in maniera tale da raggiungere località non servite dai treni perché non raggiunte dalla ferrovia assunta come integra, ma l’obiettivo da perseguire è, indubbiamente, il ripristino, senza se e senza ma del servizio ferroviario, dove possibile.

Ci sarebbe anche da obiettare sulla traccia oraria, giacché un tempo di soli diciassette minuti, anche nell’ipotesi di non effettuare alcuna fermata intermedia, è particolarmente stretto, specie in condizioni di traffico intenso come quello che, normalmente, nei giorni feriali, caratterizza Alba.

Come esposto, il nuovo collegamento non ha valenza solamente locale, bensì di terminalizzazione e di raccolta nei confronti della ferrovia per tutti quei viaggi da e per il Piemonte occidentale, purché – ripetiamo – sia una soluzione provvisoria, poiché la ferrovia non deve essere considerata come semplice mezzo di trasporto locale, quasi fosse una tramvia od una metropolitana evoluta, ma un sistema di trasporto con il quale soddisfare le più disparate esigenze di mobilità, da quella strettamente locale a quelle a media e lunga percorrenza, grazie ad un’accurata programmazione di orari e servizi.

Occorre altresì considerare che, molti viaggiatori hanno necessità di spostarsi in direzione di Asti, dove la linea, pur meritando considerevoli migliorie, è pienamente efficiente perché percorsa dai vari treni storici, tuttavia, non ostanti le firme di numerosi protocolli e le ormai innumerevoli riunioni di vari tavoli tecnici e comitati, non ha ancora viaggiato alcun treno in servizio regolare, servizio la cui ripresa è stata via via posticipata, auspicando che non sia un posticipo sine die.

Anche in questo caso, l’autoservizio ora istituito potrebbe costituire, in combinazione con il treno, una valida proposta di viaggio per collegare Alba con Asti e con le località intermedie, ancora una volta, purché non sia una soluzione definitiva e non si lasci al proprio destino l’infrastruttura ferroviaria, che, al contrario, dovrebbe essere migliorata per consentire l’istituzione di quei servizi degni di un areale posto sotto tutela Unesco.

Roberto Borri

Al direttore

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