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Politica | 08 gennaio 2020, 20:00

Saviglliano, Tesio: “Nessuna particolare criticità durante Ri-Partyamo”

L’assessore alle Politiche giovanili di Savigliano risponde al consigliere Gioffreda che in un’interpellanza ha chiesto chiarimenti sulla sicurezza dei giovani durante la serata del 30 novembre

Saviglliano, Tesio: “Nessuna particolare criticità durante Ri-Partyamo”

“Le norme di sicurezza sono state rispettate?”, questa la domanda presentata dal consigliere comunale di opposizione Tommaso Gioffreda (Savigliano 2.0) riguardo l’evento “Ri-Partyamo” che si è svolto sotto l’ala polifunzionale di Savigliano. 

L’evento in questione è stato organizzato dalla Consulta Giovani Savigliano dopo l’annullamento di Occitoberfest in seguito ad alcuni drammatici eventi che avevano colpito la città.  

A rispondere all’interrogazione di Gioffreda durante l’ultimo Consiglio comunale è stato l’assessore alle Politiche Giovanili Paolo Tesio, il quale ha confermato il rispetto delle norme di sicurezza nel dettaglio: “Gli organizzatori e chi ha firmato piano sicurezza, ovvero il sottoscritto, hanno fatto redigere una relazione sulle misure di sicurezza da adottarsi, tale relazione è stata sottoposta al sindaco e dei servizi comunali competenti che hanno espresso parere favorevole, condizionato a due prescrizioni: che fossero presenti due addetti alla sicurezza sulle uscite e le entrate e che l’area antistante l’ala fosse interdetta al traffico e chiusa per maggiore sicurezza degli avventori. Tali misure sono state rispettate”. 

Il consigliere ha inoltre specificato come per il servizio antincendio siano stati impiegati due addetti della squadra comunale. In servizio anche un equipaggio della Polizia Municipale composto da due persone per la regolazione del traffico e di controllo misure di sicurezza. 

Durante la serata sono stati poi aggiunti due estintori oltre a quelli previsti dalle norme di sicurezza, mentre i componenti della Consulta Giovani erano impegnati in prima linea per distinguere minorenni da maggiorenni con apposito braccialetto. 

“La serata è regolarmente terminata all’una di notte come previsto - ha concluso Tesio -. Non sono giunte segnalazioni di intervento o di criticità né da parte degli organizzatori né della polizia, né ci sono state lamentale sul volume della musica della serata. Siamo perciò molto soddisfatti del risultato dell’evento”. 

“La mia interrogazione era solo per verificare la sicurezza dell’evento - ha tuttavia puntualizzato Gioffreda - Mi sono giunte infatti notizie circa la criticità dei soffioni a cherosene, il numero dei partecipanti di gran lunga maggiore ai numeri consentiti dalla capienza del locale e il fatto che ai minorenni venivano passati alcolici dai maggiorenni. La mia era solo una verifica sulla sicurezza dei nostri giovani e qui doveva finire. Ho scoperto però che sui social c’è stata una specie di sommossa ‘adiamo in Consiglio comunale per protestare contro Gioffreda che ce l’ha contro la Consulta Giovani’. Il paradosso qui è che qualcuno qui si sta preoccupando per la sicurezza dei giovani e si fomentano i giovani contro chi si sta preoccupando della loro sicurezza”. 

“E’ anomalo che in una struttura la cui capienza massima è di 650 posti, mi è stato detto, si sia giunti a far ammassare oltre 1000 persone, voi mi direte che sono persone in transito non sono mai state 1000 nello stesso momento. Probabilmente è così. Ma tutto questo serve ai giovani? Resto dell’idea che la Consulta dovrebbe occuparsi di temi importanti della città oltre che di feste”. 

Piccata la risposta dell’assessore: “La questione dei social non l’ho proprio capita. Lei sta dicendo quindi che io abbia fomentato un gruppo di ragazzi maggiorenni e consenzienti a venire in Consiglio comunale? Li fa molto meno intelligenti di quelli che sono, inoltre credo che siano venuti per capire il tenore della sua interrogazione perchè non era dato saperlo. Una soluzione sarebbe stata parlare con il proprio consigliere comunale, Bori, presente in Consulta, magari avremmo capito insieme quali potevano essere le criticità. Siamo giovani abbiamo bisogno di consigli. Detto ciò, parla di agibilità, il numero massimo di persone è 500 non 650, mille persone l’avrà letto sui giornali, perché nessuno ha rilasciato dichiarazioni sul numero di persone. Se ha prove la invito a mostrarle. Per quanto riguarda i soffioni di cherosene sono stati rimossi su richiesta del sindaco, come lei stesso ha ammesso”. 

“Nessuno pensa che gli eventi siano fini a se stessi, nessuno pensa che la Consulta sia un gruppo di ragazzi che vogliano divertirsi. La politica secondo me deve rispondere a dei bisogni. Ri-Partyamo era davvero un evento di ripartenza da cui il nome. Il nome era evocativo, Savigliano ha giovani che sono stati colpiti da eventi drammatici, ma che vogliono ripartire”.  

Durante l’interrogazione, in segno di protesta, l’ormai ex consigliere comunale Giuseppe Bori, è uscito dall’aula.

Presenti invece in Consiglio alcuni giovani della Consulta guidati da Filippo Mulassano che confermano di non aver mai avuto intenzione di fomentare una rivolta social ma piuttosto di voler capire la natura della questione posta da Gioffreda: “Abbiamo deciso di presentarci per capire il tenore dell’interrogazione. Non c’era nessuno scopo di intimidazione. Volevamo solo sapere cosa si chiedeva in particolare. Probabilmente siamo stati fraintesi. Come Consulta ci rispecchiamo nelle parole di Paolo. Per il futuro restiamo comunque a disposizione per ricevere suggerimenti”. E riguardo alle dimissioni del consigliere Bori aggiungono: “Esprimiamo la nostra vicinanza a Giuseppe Bori che ha preso una decisione sofferta e che per tutti noi è come un fratello”. 

Chiara Gallo

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