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Economia | 11 gennaio 2020, 07:42

L'arte culinaria in Italia

Basta guardare la tv per un po’ di ore per scoprire che l’interesse della gente è catalizzato da decine di programmi di cucina

L'arte culinaria in Italia

Il mercato è in crisi, il lavoro scarseggia, la parola crisi aleggia intorno a noi da circa un ventennio ormai. Molti laureati sono costretti ad andare all’estero a cercar fortuna (e talvolta la trovano!) perché qui in Italia sembra davvero tutto fermo, o quasi. Le nuove attività faticano a decollare e spesso anche quelle storiche che sembrano consolidate faticano a resistere sotto i colpi della crisi generale che limita fortemente la clientela, dall’immane pressione fiscale presente nel nostro Paese. Una dei pochi settori che non conosce crisi o, per le meno, tiene botta nonostante le difficoltà, è quello della ristorazione, in tutte le sue forme.

Basta guardare la tv per un po’ di ore per scoprire che l’interesse della gente è catalizzato da decine di programmi di cucina, dove ci si sfida a suon di cotture e preparazioni: da Masterchef alla Prova del Cuoco, da Cotto e Mangiato a 4 Ristoranti, il noto programma di Alessandro Borghese in cui i proprietari di quattro attività della stessa zona si sfidano a colpi di menu. Questa tendenza vale sicuramente in tutto in Mondo ma in Italia in particolare l’arte culinaria è sempre stata un fiore all’occhiello del nostro Bel Paese. Ci piace mangiare, e mangiare bene, e ci piace altrettanto cucinare. Probabilmente per questo da noi nascono con una frequenza sorprendente decine di attività riguardanti il settore food & beverage: dai bar alle pizzerie, dai ristoranti passando per tutte le sfumature di un settore estremamente vario. Locande, Trattorie, Smokehouse, bar, Sushi bar, Hamburgerie, Steak House, gelaterie, pasticcerie: l’elenco potrebbe essere infinito. C’è chi ama il dolce e chi preferisce il salato, ma praticamente a tutti (o quasi) piace mangiare. Non basta però avere la passione per la tavola per diventare imprenditori di successo, è infatti necessario studio, impegno, passione e preparazione. E perché no, un po’ di soldi per poter avviare un’attività.

Ma anche questo potrebbe non bastare. Oltre al manico è necessario anche l’arnese: anche il più bravo cuoco, pizzaiolo o pasticciere, poco potrebbe in mancanza di una attrezzatura adatta. Per questo, prima di lanciarsi in un’attività solo grazie al proprio entusiasmo, è fondamentale uno studio di settore, che ci porti a pianificare le spese e a prevedere i ricavi, a scegliere la location più adatta in base al nostro target di riferimento e ad attrezzarla con gli utensili, gli strumenti e le soluzioni tecniche più utili e magari meno dispendiose. Anche sul web sono tante le realtà che si propongono di affiancare chi ha deciso di lanciarsi nell’imprenditoria culinaria, come ad esempio RistoAttrezzature, un sito nel quale trovare tutto ciò che ti serve per la tua attività, sia che si tratti di un locale già esistente sul mercato, sia nel caso si stia valutando di aprire uno nuovo.

Un consiglio prezioso: il mestiere del ristoratore si studia, si affrontano tutte le problematiche e si valutano le proprie capacità ma, probabilmente, prima di lanciarsi e rischiare il proprio capitale è sempre meglio fare esperienza da qualcuno più esperto e navigato di noi, studiarne i comportamenti, apprendere da lui il mestieri e magari “rubargli” qualche segreto.

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