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Politica | 11 gennaio 2020, 07:30

#controcorrente: il riscaldamento globale non è più la fantasia di qualche “integralista” strenuo difensore dell’ambiente

Lo confermano i dati scientifici. Secondo il Cnr, in Italia gli anni dal 2010 al 2019 sono stati i più caldi dal 1880 a oggi. Per l’Arpa, in Piemonte dal 1958 a oggi la temperatura media è cresciuta di 1,5 gradi. Sempre per l’Arpa, a Cuneo città il 2019 è stato l’anno più caldo di sempre, con oltre 2 gradi sopra la media storica dal 1880. Dicono gli studiosi e ricercatori Mercalli e Giuliacci: “Se non si inverte la rotta, alla fine di questo secolo rischiamo di avere 5 gradi in più rispetto ad ora”

Un'immagine della Terra (Public Domain Pictures) e la veduta di Cuneo scattata dal deltaplano

Un'immagine della Terra (Public Domain Pictures) e la veduta di Cuneo scattata dal deltaplano

L’aumento del riscaldamento a livello globale, con i collegati cambiamenti climatici dalle conseguenze spesso devastanti, non è più la denuncia di una giovane svedese - Greta Thunberg -  che in molti considerano “manovrata” da chissà quali interessi o lo sciopero di tanti studenti in numerose piazze del mondo di cui si è detto che il loro “vero” obiettivo fosse “perdere” un giorno di scuola. E nemmeno rappresenta la fantasia provocatoria di qualche “integralista” strenuo difensore dell’ambiente. 

Sono i dati scientifici a dimostrarlo. La temperatura terrestre è misurabile dal 1880, da quando cioè esistono gli strumenti per farlo. Gli studiosi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) hanno accertato, nelle loro rilevazioni, che in Italia gli anni dal 2010 al 2019 sono stati i dieci più caldi dal 1880 a oggi. Secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa), in Piemonte dal 1958 ai giorni nostri la temperatura media è cresciuta di 1,5 gradi. Sempre per l’Arpa, a Cuneo città il 2019 è stato l’anno più caldo di sempre con oltre 2 gradi sopra la media storica dal 1880.

Il climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli, durante un convegno promosso, nel capoluogo della “Granda”, dall’organizzazione agricola della Cia aveva lanciato un preoccupato grido di allarme: “Nel 1800 la temperatura media era di 16 gradi. Quella dal 1981 al 2010 è salita a 21,7 gradi. Già 40 anni fa si diceva di contenerne l’aumento a 1,5 gradi. Siamo rimasti a quel punto. Non si è fatto nulla. E abbiamo perso tempo prezioso. Quel grado e mezzo ormai non lo recuperiamo più. Però, se non si inverte la rotta tra altri 40 anni saremo a più 2 gradi e alla fine di questo secolo a più 5 gradi. Rischiamo di soccombere come specie. Proviamo a immaginarlo sul nostro corpo: con l’aumento di un grado di temperatura prendi l’aspirina; con 2-3 vai dal dottore o al pronto soccorso; con 5 puoi morire. Tutto ciò non vuol dire fare catastrofismo, ma significa prevenzione. Fare catastrofismo è stare zitti e girare la testa dall’altra parte. I cittadini devono maturare questa consapevolezza”.

Il fisico e meteorologo delle reti televisive Mediaset, Andrea Giuliacci, in un altro convegno sempre organizzato, a Cuneo, dalla Cia-Agricoltori Italiani, aveva confermato: “In base alle proiezioni sui dati certi di oggi, qualunque provvedimento si decida di prendere entro il 2035 ci sarà comunque un aumento della temperatura tra 0,3 e 0,7 gradi. Ma se non si farà nulla entro il 2100 si potrebbe alzare di cinque gradi rispetto a ora. Il clima di qualche decennio fa non lo vedremo più, di conseguenza dovremo adattarci alle nuove condizioni ripensando tutti i nostri comportamenti. Perché oggi avere un problema in qualsiasi angolino di mondo significa creare problemi a tutti. La siccità o i nubifragi costringono le persone a fuggire dal luogo in cui abitano, provocando forti tensioni sociali nel posto dove vanno a rifugiarsi. Sarà questa la sfida che dovremo vincere in futuro”.

Durante gli ultimi decenni la mano dell’uomo ha colpito, violentato, distrutto, saccheggiato la Natura attraverso gli sprechi energetici, le cementificazioni invasive, il rilascio in atmosfera di gas tossici, l’interramento di materiali pericolosi, la produzione di rifiuti oltre ogni limite. Bisogna cambiare.

E’ vero che le grandi decisioni, come il contenimento della temperatura globale, spetta ai governanti dei Paesi del mondo attraverso misure concrete di tutela dell’ambiente. Però a modificare le abitudini consolidate possiamo contribuire tutti. Iniziando dai piccoli gesti quotidiani: in casa; sul lavoro e nel tempo libero.        

#controcorrente

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