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Quattrozampe | 11 gennaio 2020, 17:47

Muri e vetrine di Bra come wc per i cani: la polemica corre sul web (Foto)

Tanti commenti su Facebook per richiamare i padroni alle regole d’oro del "buon padrone", dettate anche dalla Cassazione

Muri e vetrine di Bra come wc per i cani: la polemica corre sul web (Foto)

Amiamo tutti i cani: portano tanto affetto e compagnia, ma anche qualche problema.

I negozianti ed i residenti del centro di Bra ne sanno qualcosa: portoni, muri delle case, fioriere, stipiti dei negozi, marciapiedi e aiuole che diventano wc a cielo aperto. E non parliamo delle feci, per cui da anni esiste l’obbligo di raccoglierle, obbligo che, tra le altre cose, non tutti i padroni rispettano. Qui si discute della pipì, oltremodo insopportabile d’estate, quando diventa maleodorante.

Il dibattito è stato sollevato con dei post nei gruppi Facebook. Da una parte si schierano gli “anti-pipì”, che puntano il dito contro i proprietari maleducati dei cani. Dall’altra c’è chi chiede ai padroni di casa ed ai negozianti di pulire. Secondo il sito del comune di Asti, non ripulire l’urina del proprio cane, non solo è un atto di inciviltà, ma può anche mettere a rischio la salute delle fasce più protette. Sono molti ormai i comuni piemontesi in cui i padroni di cani hanno l’obbligo di pulire anche la pipì dei loro animali, perché se da una parte è vero che gli amici a quattro zampe i propri bisogni da qualche parte devono pur farli, dall’altra è anche vero che un po’ di buon senso e civiltà non guasterebbero.

Certo, non è una novità che molti cani facciano la pipì sui muri dei palazzi o sulle ruote delle auto. Ma quello che in pochi sanno è che se “Fido” sporca un muro o una macchina, il proprietario potrebbe incorrere in un reato. Reato di imbrattamento a norma dell’art. 639 Codice penale, per la precisione. È quello che è emerso dalla sentenza n. 7082 della Cassazione del 2015 che, tra un processo di mafia e uno di strage, ha dettato le regole d’oro del “buon padrone”. Regole a cui dovrebbero adeguarsi tutti i proprietari di cani.

Quando si è per strada, avverte la Suprema Corte, occorre tenere il proprio animale “al guinzaglio” o comunque “intervenire con atteggiamenti tali da farlo desistere quantomeno nell’immediato” dal fare i bisognini sui muri. Nell’impossibilità di vietare al cane di fare pipì è bene, pertanto, portarsi dietro una bottiglietta d’acqua per ripulire. Questo può fare davvero la differenza. Tant’è che, proprio grazie ad una bottiglietta di acqua, è stato assolto dai giudici il proprietario del cane protagonista della lunga vicenda giudiziaria, che ha portato alla sentenza. Uomo avvisato… 

Silvia Gullino

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