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Economia | 12 gennaio 2020, 14:47

Già in 50 si sono licenziati da Mahle, i sindacati si rivolgono al Mise: "Sospendiamo i licenziamenti per almeno sei mesi"

Il tempo stringe e al momento non è stato ancora fissato un incontro di trattativa tra l’azienda e le parti sindacali sul tavolo dell’assessorato del lavoro regionale. Intanto a Saluzzo in "pelatura", reparto che impiega solitamente 20 persone circa, sono stati sospesi momentaneamente i turni notturni. La fonderia opera ancora su tre turni, ma le macchine in funzione sono poco più della metà

Già in 50 si sono licenziati da Mahle, i sindacati si rivolgono al Mise: "Sospendiamo i licenziamenti per almeno sei mesi"

Il 7 febbraio si concluderà la fase amministrativa sulla vertenza Mahle. L’azienda lo scorso 23 ottobre ha annunciato la volontà di chiudere i due stabilimenti di La Loggia e Saluzzo aprendo l’indomani la procedura di licenziamento collettivo che riguardava 453 lavoratori (209 a Saluzzo, 244 a La Loggia).

Da lì sono partiti i 75 giorni per trovare una risoluzione. Nel corso dei quali i sindacati hanno richiesto insistentemente il ritiro della procedura. Ritiro che non è avvenuto. I 75 giorni sono scaduti il 7 gennaio. Poi con l’intervento del Mise si è riusciti a sospendere momentaneamente la procedura per dare maggiore respiro alla trattativa. Un mese ulteriore che scadranno tra poco più di 20 giorni. Il tempo stringe e al momento non è stato ancora fissato un incontro di trattativa tra l’azienda e le parti sindacali sul tavolo dell’assessorato del lavoro regionale.

Dopo l’Epifania, nel corso del Consiglio Regionale, il presidente Alberto Cirio ha dichiarato lo stato di emergenza occupazionale in Piemonte. Tra le crisi aperte c’è anche la questione Mahle.

Stando a questa emergenza i sindacati di Fiom, Fim e Fismic hanno fatto richiesta di un nuovo incontro al Mise. La richiesta avanzata – stando a fonti sindacali - sarebbe quella, visto il poco tempo rimasto, di attivare una nuova sospensione per allungare la trattativa di altri sei mesi almeno.

"Per noi è necessario che si ritiri la procedura di licenziamento" - dichiara Pierandrea Cavallero della Fiom Cgil - "La sospensione non è sufficiente, senza ritiro, come detto più volte, non c'è margine di trattativa."

Lo scorso 20 dicembre a Saluzzo Cirio aveva dichiarato di essere a conoscenza di possibili acquirenti interessati allo stabilimento saluzzese. Motivo per cui la sospensione potrebbe servire per capire se ci sono i margini per una reindustrializzazione.

Al momento non è stata ancora fissata una data nè per un incontro sui tavoli della Regione, né per un incontro al Mise, ma la richiesta sarebbe stata inoltrata nei giorni scorsi.

Intanto l’organico in Mahle continua a calare. A La Loggia sono 36 i dipendenti che hanno lasciato il posto di lavoro in fabbrica, mentre a Saluzzo il personale è sceso sotto i 200.

“C’è un’emergenza anche su questo fronte” – dichiara Maurizio La Spina segretario di Fismic – “Se si dovesse continuare l’azienda dovrà affrontare il fatto che diversi lavoratori hanno già lasciato il posto per cercare altro, visto le notizie degli ultimi mesi.”

Dal 2020 a Saluzzo in "pelatura", reparto che impiega solitamente 20 persone circa, sono stati sospesi momentaneamente i turni notturni. La fonderia saluzzese opera ancora su tre turni, ma le macchine in funzione sono poco più della metà.

 

Daniele Caponnetto

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