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Attualità | 14 gennaio 2020, 20:31

In Piemonte c'è "fame" di tecnici vendite, estetisti, ma anche informatici o fisici

Sono alcune delle figure che le aziende faticano maggiormente a trovare in questo primo mese dell'anno, anche se i posti di lavoro che si vengono a creare sono in calo rispetto a gennaio 2019

Photo by Antonika Chanel on Unsplash

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Calano rispetto al 2019 i posti di lavoro che le aziende piemontesi prevedono di attivare nel corso del mese di gennaio. Saranno infatti circa 36.450 le entrate programmate dalle imprese per il primo mese dell'anno, con una diminuzione del 2,6% se confrontate al gennaio precedente.

Il 63% riguarderà lavoratori dipendenti, mentre il 37% sarà rappresentato da lavoratori non alle dipendenze. Nel 31% dei casi le entrate previste saranno stabili (era il 23% a gennaio 2019), ovvero con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 69% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Complessivamente nel trimestre gennaio-marzo 2020 le entrate stimate raggiungeranno le 78.960 unità, circa 7mila unità in meno rispetto a quanto previsto nel I trimestre 2019.

Lo dicono i dati - elaborati da Unioncamere e Anpal - del Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior. E le cifre dicono anche che - delle 36.450 entrate previste in Piemonte nel mese di gennaio 2020 -, il 20,3% è costituito da laureati (in crescita rispetto al 18% di gennaio 2019), il 38% da diplomati, mentre le qualifiche professionali rappresentato il 25,7% e il 16% è riservato alla scuola dell’obbligo.

A livello di settori, ancora una volta sono i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro (68%, con una lieve crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), in particolare il commercio, il turismo e i servizi alle persone. Il comparto manifatturiero, che genera il 32% della domanda di inizio 2020, registra un calo di 1.180 unità rispetto a gennaio 2019. In crescita le entrate programmate delle costruzioni, che passano da 1.940 di gennaio 2019 a 2.130.

Il 32% delle entrate previste per gennaio 2020 in Piemonte sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (28%) e a quanto previsto nel gennaio 2019 a livello regionale (27%), il 29% sarà costituito da operai specializzati e conduttori di impianti, il 21% riguarderà professioni commerciali e dei sevizi e solo il 9% sarà composto da impiegati.

Ma non solo diminuiscono i posti disponibili: è anche più complicato trovare il candidato più adatto. Il nuovo anno, infatti, è iniziato all’insegna di una più elevata difficoltà di reperimento del personale. In 36 casi su 100 le imprese piemontesi prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati (a gennaio 2019 incontrava difficoltà di reperimento il 30% delle aziende). Le professioni più difficili da trovare nel periodo considerato, sono i tecnici delle vendite, del telemarketing e della distribuzione commerciale, gli operatori della cura estetica e gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche.

Massimiliano Sciullo

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