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Politica | 14 gennaio 2020, 19:30

Politica: Nicola Zingaretti annuncia una rivoluzione radicale per il Pd

I pareri del segretario provinciale Flavio Manavella e dei parlamentari Chiara Gribaudo e Mino Taricco sul nuovo percorso annunciato dal segretario nazionale

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Il Pd è riunito da ieri (lunedì) nell'Abbazia di Contigliano, tra Rieti e Greccio, per definire alcune proposte da portare alla verifica di Governo coi 5 Stelle, ma anche per tracciare le linee guida di rifondazione del partito lanciate sabato dal segretario nazionale Nicola Zingaretti.

Oltre il dialogo con il movimento delle “Sardine”, tutto ancora da interpretare, resta da capire come si articolerà sul territorio l’ennesima rivoluzione, che dalla Bolognina in poi, ha caratterizzato la storia recente degli eredi del Pci.

Spiega il segretario provinciale Flavio Manavella: “Si tratta di un percorso che è in fase iniziale per cui non possiamo prevedere ora quelli che saranno gli sviluppi  tanto a livello nazionale quanto a livello locale. Personalmente – osserva - spero che si riesca a coinvolgere più soggetti e più forze possibili. Il rischio maggiore che corre un partito politico è quello di essere autoreferenziale, di parlarsi addosso, un errore questo che il partito Democratico deve evitare a tutti i costi. Può essere questa l’occasione – conclude Manavella - per aprirsi a quei mondi che sono ben consapevoli dei rischi a cui va incontro il nostro Paese se imbocca la strada del sovranismo antieuropeo”.

A livello locale non è tanto in discussione il rapporto con i 5 Stelle, che di fatto nel contesto provinciale è inesistente, quanto piuttosto quello con la galassia di associazioni civiche che hanno permesso al centrosinistra di mantenere la guida di importanti centri quali Cuneo, Saluzzo, Bra e Savigliano.

Afferma la deputata Chiara Gribaudo: “Nella Granda come in tutta Italia una rifondazione del Pd deve partire dal basso. Se Zingaretti vorrà passare dalle parole ai fatti, dovrà chiamarci a un congresso fondativo che preveda lo scioglimento di tutte le segreterie, ad ogni livello, dalla sezione di paese alle federazioni provinciali e regionali. Servirà a quel punto – osserva la parlamentare cuneese - aprire le porte, usare strumenti nuovi anche digitali per allargare la discussione e coinvolgere i più giovani, mettere innanzitutto i temi sul tavolo e partire da lì per disegnare un percorso nuovo per questa comunità”.

Sulle modalità di approccio con le associazioni che si riconoscono nei valori del centrosinistra, ma che hanno sempre voluto mantenere i distinguo annota: “Con le altre realtà di centrosinistra –sostiene -, il rapporto deve essere chiaro. In questo caso il passato ha qualcosa da insegnarci: anche alla fondazione del Pd, oltre 10 anni fa, non fu consentito di partecipare a quelle forze che prima non avessero dichiarato il loro scioglimento e fusione nel nuovo soggetto. Se tutti siamo disponibili a rimetterci seduti nella stessa stanza, mescolandoci senza etichette, allora – osserva la deputata - si può lavorare insieme. Altrimenti, le altre forze continueranno a seguire la loro strada” afferma, dal canto suo, il senatore Mino Taricco.

Ho letto attentamente la volontà di apertura del Partito Democratico annunciata da Zingaretti. Credo, soprattutto in una logica di proporzionale, che mi sembra quella verso cui stiamo andando, un partito come il Pd non possa restringersi ad essere il partito di alcuni temi, di alcun mondi sociali, di alcuni interessi, ma debba essere, per sua natura “interclassista”, accogliente, aperto a tutte le sensibilità e luogo di composizione di interessi e sensibilità diverse. In qualche misura – aggiunge il senatore cuneese, reduce dall’assise dei Catto-Dem tenutasi nei giorni scorsi a Torino - un partito che ha l’ambizione di governare le sfide del Paese e la responsabilità di proporre strade e progetti percorribili tenendo conto di tutto il contesto”.

Taricco auspica quindi massima apertura, “ovviamente – ribadisce - nel solco dei valori e dell’orizzonte di riferimento”. “Viviamo in una società – aggiunge - ancora scossa dalle conseguenze di un liberismo e da una globalizzazione non governati, in tumultuosa evoluzione, molto più frantumata e articolata di qualche decennio fa. Quindi, per evitare risposte che additano nemici e creano paure, non offrendo strade né soluzioni, vi è la necessità di rafforzare il ruolo dei corpi intermedi e della comunità. Sono convinto che molte sfide le affronteremo e le vinceremo solo insieme. Credo – conclude - che su questi temi un “Pd più ampio” dovrà essere protagonista”.

GpT

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