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Attualità | 15 gennaio 2020, 14:28

"Una pantera tra le colline del Roero? Personalmente credo che non sia possibile"

A dirlo Remigio Luciano, il gestore del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo. "Questi animali crescono in cattività e non sarebbero capaci di procurarsi il cibo da soli". Dello stesso avviso il comandante dei Carabinieri Forestali della Granda

Immagine di repertorio, public domain

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In questi giorni ha conquistato la ribalta nazionale la notizia di almeno un paio di avvistamenti, avvenuti nella zona tra Corneliano e Piobesi d'Alba, di una pantera o presunta tale.

La prima persona che avrebbe avvistato l'animale è stata ritenuta attendibile al punto che il sindaco di Corneliano, per un principio di prudenza, ha diramato un avviso invitando tutti a prestare attenzione. Tra l'altro, la pantera sarebbe stata avvistata in una zona frequentata da bikers ed escursionisti.

La questione e le relative ricerche sono al momento di competenza dei carabinieri forestali.

"Personalmente, non credo che sia possibile che una pantera si aggiri per le colline". A dirlo è Remigio Luciano, gestore e anima del CRAS Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, uno dei massimi esperti di animali selvatici ed esotici della provincia di Cuneo. "Non penso che la notizia sia stata diffusa con cattiva fede, anzi; la mia è solo un'opinione, ma nasce dall'esperienza e dalla conoscenza dei grandi felini, maturata in tanti anni".

Remigio ci spiega che, da quando è entrata in vigore la legge 150 del 1992, non è più possibile detenere, in modo legale, diverse specie di animali, tra cui rientrano anche i grandi felini. "Negli anni '80 ho recuperato diverse volte pantere, giaguari e altri felini, perché all'epoca si potevano tenere e spesso scappavano. Ma il recupero è sempre avvenuto in contesti antropizzati e urbani. Questi animali nascono e crescono in cattività e hanno bisogno dell'uomo per sopravvivere. Non saprebbero più stare fuori dal loro ambiente - intendo una gabbia o un recinto - e non sarebbero nemmeno in grado di procacciarsi il cibo da soli".

Il gestore del CRAS ricorda altri avvistamenti, in passato, risoltisi con un nulla di fatto. "Tengo a dire che questi animali, solo se si sentono realmente in pericolo, attaccano l'uomo. Il loro istinto primario è quello di scappare. Però, ribadisco, secondo me l'animale avvistato è un cane di grossa taglia, non una pantera".

Dello stesso avviso anche il comandante provinciale dei Carabinieri Forestali Stefano Gerbaldo. "Stiamo facendo dei pattugliamenti perché non possiamo trascurare i presunti avvistamenti. Non è la prima volta che ci arrivano segnalazioni di questo tipo. Credo che si tratti semplicemente di un grande cane a pelo corto che, da una certa distanza, può ricordare una pantera. Mi sento di dire, tra l'altro, che le temperature e la rigidità climatica di questo periodo renderebbero la sopravvivenza di un felino davvero difficile. Oltre al fatto che non ci sono evidenze oggettive: ad oggi non abbiamo trovato né impronte né segni di passaggio di alcun animale di questa specie".

Barbara Simonelli

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