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Sanità | 15 gennaio 2020, 16:34

Icardi torna sulla Sanità privata: “In Pronto soccorso con la carta di credito? Sciocchezze… ”

Seppur senza mai citarlo, l’assessore risponde al sindaco di Saluzzo, Calderoni, che su Facebook ha commentato: “Ricordatevene quando al pronto soccorso vi chiederanno la carta di credito”. “E’ mio dovere – le parole di Icardi – garantire l’erogazione delle prestazioni di Pronto soccorso anche con l’attuale carenza di medici pubblici. Non si tratta di far pagare il servizio, ma di mantenerlo"

L'assessore Luigi Genesio Icardi

L'assessore Luigi Genesio Icardi

Nessuno chiederà mail la carta di credito a chi si presenta per essere curato in Pronto soccorso”.

L’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi mette un punto fermo dopo le polemiche di questi giorni sull’ipotesi di affidare a soggetti privati la gestione di alcuni Pronto soccorso, in talune realtà territoriali.

Vedo che il dibattito sul ruolo dei privati nella Sanità sta generando una serie di sciocchezze che rischiano di inquinare il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, soprattutto quando a parlare sono sindaci, rappresentanti istituzionali e delle associazioni sindacali”.

In "salsa" tutta saluzzese, seppur senza mai citarlo, Icardi si rifà alle parole del sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni che ieri (martedì), “postando” sulla propria pagina Facebook un articolo sul tema (con annessa foto di Icardi insieme al leader della Lega Matteo Salvini) ha commentato esordendo “Sarebbe un affarone?”, e continuando poi con “Avanti tutta verso la privatizzazione della sanità. Ricordatevene quando al pronto soccorso vi chiederanno la carta di credito”.

Una “sciocchezza”, secondo Icardi, che al tempo stesso rimarca: “Il servizio reso dai privati è e sarà sempre gratuito”, citando a suffragio della sua tesi l’esempio dell’ospedale Gradenigo di Torino.

Icardi non ha dubbi. L’eventuale affidamento a privati va letta esclusivamente come una scelta per il mantenimento del servizio, a fronte di una grave carenza di personale medico.

E’ mio dovere – prosegue – garantire l’erogazione delle prestazioni di Pronto soccorso anche con l’attuale carenza di medici pubblici. Non si tratta di far pagare il servizio, ma di mantenerlo.

Quando è necessario, non vedo cosa ci sia di scandaloso nel valutare l’ipotesi di affidare ai privati già convenzionati un servizio che il pubblico non riesce più a garantire, naturalmente nel rispetto dei criteri e dei controlli sull’appropriatezza delle prestazioni.

Ragioniamo sui costi e sulle modalità, peraltro ben inquadrati dalle normative nazionali, ma non lasciamoci condizionare da pregiudizi ideologici che non hanno motivo di esistere, perchè è il pubblico a dettare le condizioni al privato e non viceversa.

Insinuare il contrario, lasciando intendere che la Sanità piemontese va verso una deriva privatistica selvaggia e dispendiosa è disonesto verso il cittadino, che ha diritto a un Pronto Soccorso sempre aperto ed efficiente, pubblico o privato che sia, che non deve essere chiuso”.

 

Nicolò Bertola

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