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Agricoltura | 16 gennaio 2020, 07:30

La Fasenda di Centallo ha accolto la visita delle classi quarte dell’Istituto Agrario “Virginio-Donadio” di Cuneo (FOTO)

L'azienda gestita, a conduzione famigliare, da Ariano e Davide Silvestro alleva 500 bovini da carne, dei quali 430 di Razza Garonnese o Blonde d’Aquitaine e 70 di Razza Piemontese. Nei terreni disponibili vengono coltivati il foraggio e i cereali utili al nutrimento degli animali. La struttura ha anche un occhio rivolto all’innovazione e al rispetto della salvaguardia ambientale

Gli studenti e gli insegnanti in visita all'azienda agricola La Fasenda dei fratelli Silvestro di Centallo

Gli studenti e gli insegnanti in visita all'azienda agricola La Fasenda dei fratelli Silvestro di Centallo

I fratelli Ariano e Davide Silvestro gestiscono, in regione Poè a Centallo, l’azienda agricola, a conduzione famigliare, La Fasenda. La loro struttura, zootecnica e cerealicola, è stata visitata dagli studenti delle classi quarte dell’Istituto Superiore Agrario “Virginio-Donadio” di Cuneo, accompagnati dai docenti delle materie tecnico-professionali: Bernardino Sasia; Amelia Rinaudo e Roberto Fusta. Una curiosità. Tra gli allievi presenti anche Andrea Silvestro della quarta C, figlio di Ariano e coadiuvante nel percorso produttivo dell’attività.

La Fasenda coltiva, nei terreni disponibili, il foraggio e i cereali utili al nutrimento di 500 bovini da carne, dei quali 430 di Razza Garonnese o Blonde d’Aquitaine e 70 di Razza Piemontese. I primi sono acquistati in Francia con un peso attorno ai 260-300 chilogrammi. Le femmine vengono vendute sui 5 quintali dopo 5/7 mesi di allevamento;  i maschi tra i 6 e 7 quintali dopo 8/10 mesi trascorsi in stalla.

Nella razione giornaliera di cibo destinato agli animali si utilizzano paglia di frumento; fieno; pastone di mais; soia; polpa di barbabietola e integratori minerali e vitamici. “Il mangime - hanno spiegato i fratelli Silvestro - è preparato da noi attraverso una specifica struttura di proprietà collocata in azienda e distribuito ai bovini con un carro miscelatore che mescola le varie sostanze in un piatto unico”.

La destinazione della carne prende strade diverse: i capi piemontesi e le femmine in genere hanno come acquirenti i macellai locali; i maschi garonnesi sono smerciati alla grande distribuzione organizzata.

Per quanto riguarda la qualità e la sicurezza alimentare i fratelli Silvestro sono costantemente seguiti da un veterinario aziendale, che si occupa della gestione sanitaria dell’allevamento per quanto riguarda le vaccinazioni e le eventuali, se necessarie, terapie farmacologiche.

Ma La Fasenda ha anche un occhio rivolto all’innovazione e al rispetto della salvaguardia dell’ambiente. Da poche settimane, infatti, è entrato in funzione un impianto biogas da 100 kilowatt per la produzione di energia elettrica e termica usando i reflui zootecnici dell’allevamento e in parte le produzioni di secondo raccolto. “La struttura - hanno sottolineato i fratelli Silvestro - consente di ottenere l’acqua calda per il riscaldamento delle nostre abitazioni. Inoltre, abbiamo in fase di progettazione un sistema per riscaldare l’abbeveraggio degli animali, così da ridurne lo stress alimentare e facilitarli nella digestione della razione giornaliera”. 

L’energia elettrica ottenuta viene immessa nella rete di distribuzione locale percependo anche un incentivo dal Gestore dei Servizi Energetici controllato dal Ministero dell’Economia. Invece i reflui in uscita dall’impianto sono utilizzati per fertilizzare le colture aziendali, con il rilevante abbattimento degli odori generati dalla loro normale fermentazione.  

COSA DICONO INSEGNANTI E STUDENTI

“Ringraziamo i fratelli Silvestro per la bella opportunità che ci hanno offerto di visitare la loro azienda. Abbiamo toccato con mano una realtà ai vertici della filiera della carne bovina in provincia di Cuneo. E’ stato molto interessante comprendere l’organizzazione aziendale e la gestione dell’allevamento. Approfondire gli aspetti pratici di un ciclo produttivo offre sempre importanti elementi di conoscenza diretta e permette di consolidare nel concreto quanto acquisito durante il percorso formativo in classe”.              

Sergio Peirone

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