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Attualità | 16 gennaio 2020, 18:45

A Savigliano, l’ex casa del custode del cimitero diventerà un alloggio di co-housing sociale per chi non ha un posto in cui vivere

Un nuovo step per fare fronte all’emergenza abitativa grazie al progetto in via di definizione “DueCinqueOtto”. Una decina i posti a disposizione. I lavori di riqualifica dello stabile dovrebbero partire per l'estate

A Savigliano, l’ex casa del custode del cimitero diventerà un alloggio di co-housing sociale per chi non ha un posto in cui vivere

Grazie al progetto “DueCinqueOtto” il Comune di Savigliano ha individuato nella palazzina dell’ex custode del cimitero, l’alloggio che ospiterà persone in situazioni di temporanea emergenza abitativa. Un’iniziativa di co-housing sociale che permette di fare uno step ulteriore nella gestione di questa annosa problematica.  

“Il nostro obiettivo con il progetto in via di definizione - spiega la vice sindaca Alessandra Frossasco - è di dare un tetto alle persone in difficoltà momentanea o magari in attesa di un alloggio gestito da Atc per una casa popolare. Un posto in forma di co-housing sociale che provvede a dare una sistemazione per dormire, ma anche una zona giorno dove si sta insieme alle altre persone che vivono nell’appartamento e condividono i servizi. Si tratta di una soluzione per far fronte a un problema emergenziale, non è un’assegnazione definitiva di alloggio, è tuttavia una condizione diversa dallo stare all’interno di un dormitorio basico. Qui la persona può restare a dormire, ma anche farsi da magiare e utilizzare gli altri spazi della casa insieme agli altri inquilini”. 

Il co-housing sociale, a differenza dell’housing sociale, consente infatti al Comune o a privati di garantire a chi ha emergenza abitativa un alloggio in condivisione con altri ospiti, in attesa che gli venga assegnata una casa popolare ad affitto calmierato o possa spostarsi in un alloggio in affitto a prezzo di mercato.  

L’ex casa del custode del cimitero, da sempre di proprietà del Comune, ospiterà quindi un gestore residente, alloggiato al primo piano dello stabile che sarà individuato insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII e fornirà un servizio di presidio fisso attivo. In seguito, saranno aggiunti i casi di persone inserite dall’assistente sociale del Consorzio Monviso Solidale o da altre associazioni locali che sono venute a conoscenza di un caso di emergenza abitativa. Saranno assegnati in tutto dai 10 ai 12 posti al piano superiore dell’edificio. Gli ospiti della struttura daranno poi un contributo minimo, saranno seguite dalle associazioni e dal Consorzio per trovare una soluzione abitativa e non solo. 

“Si cercherà di lavorare insieme a una soluzione - aggiunge Frossasco -. Prima di tutto occorrerà capire se le persone sono sole e se hanno bisogno di essere sostenute e seguite a 360 gradi, poi di conseguenza si potrà procedere in collaborazione con le associazioni locali”. 

Il progetto sarà gestito in base ai fondi che saranno stanziati. “Ci sono ovviamente degli interventi da fare - conclude la vice sindaca -. Ci piacerebbe trovare soluzioni alternative, come installare un impianto fotovoltaico o inserire una stufa. Per ora è tutto in via di definizione, ma cercheremo anche con un investimento minimo di dare il massimo risultato possibile poiché ci rendiamo conto che l’emergenza abitativa è reale, anche quando momentanea. Riteniamo che il progetto sia una risposta a questa necessità, perchè ci permetterà di seguire le persone da vicino, evitare che dormano in strada o alla stazione e che una volta sistemate possano trovare una soluzione abitativa in autonomia”. 

Il progetto “DueCinqueOtto”, che riprende il numero civico della casa del custode del cimitero, sarà dunque oggetto di lavori di riqualifica che partiranno in estate. 

A Savigliano, per chi è in una situazione di emergenza economica e abitativa sono comunque già attivi i servizi della Sosta, con tre camere letto, situato di fronte alla Comunità Papa Giovanni, gli alloggi in via d’Anna della cooperativa “La Tenda” gestiti dalla Caritas con affitto calmierato e, infine, il Centro di accoglienza notturno in via Allione, gestito da Caritas, dalla Papa Giovanni XXIII e dalla Croce Rossa, aperto da novembre a marzo. 

Chiara Gallo

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