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Economia | 17 gennaio 2020, 16:43

Olio di palma sostenibile, studio Wwf promuove l'albese Ferrero: è l’azienda più virtuosa al mondo

Il gruppo della Nutella guida col punteggio più alto la ristretta schiera di produttori di tutto il mondo che hanno dimostrato di aver messo in campo concrete azioni per un utilizzo di questa risorsa rispettoso dell'ambiente, delle comunità locali e della biodiversità

Immagine d'archivio (da Flickr)

Immagine d'archivio (da Flickr)

Un totale di 20 punti su un massimo 22 disponibili. E’ il punteggio che l’albese Ferrero si è aggiudicata nell’ultima edizione del "Palm Oil Buyers Scorecard", studio col quale il Wwf prende in esame i comportamenti adottati dai principali produttori di beni di consumo, aziende del food e rivenditori di Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Singapore, Indonesia e Malesia in relazione alle azioni di supporto che gli stessi soggetti mettono in campo per garantire un impiego sostenibile di questo ingrediente nelle loro filiere.

L’analisi parte dalla verifica delle cosiddette "Oil Buyers Scorecard" (gli "storecards" sono i cartellini segnapunti), comportamenti virtuosi la cui enunciazione è stata oggetto di un’apposita presentazione presso il World Economic Forum di Davos.

La nota organizzazione ambientalista ha verificato in particolare i risultati raggiunti dalle 53 aziende che volontariamente hanno deciso di aderire al "Consumer Goods Forum" (Cgf), gruppo di distributori e produttori i cui associati si sono impegnati ad azioni volte ad azzerare entro il termine del 2020 l’impatto delle proprie filiere sul grave problema della deforestazione conseguente alla diffusione di questa coltivazione.

Un vaglio i cui risultati lasciano purtroppo a desiderare, considerato che, secondo l’analisi, solamente 10 aziende di questo nutrito elenco avrebbero mostrato un concreto impegno nella direzione non solo di utilizzare per le proprie filiere il 100% di olio di palma "certificato sostenibile", ma anche di voler mettere in atto azioni quali il sostegno ai piccoli proprietari terrieri e alle comunità locali, e la tutela della biodiversità nelle aree minacciate dall’espansione irresponsabile di questa coltivazione.

In particolare, meno della metà delle aziende prese in esame impiega ad oggi il 100% olio di palma certificato sostenibile, poco più di due terzi di loro si sono impegnate a raggiungere questo risultato entro il 2020 e solo un quarto sta davvero investendo in iniziative in aree a rischio deforestazione.

Il ristretto elenco delle imprese virtuose è invece guidato, appunto, dall’albese Ferrero (l’unica a superare la soglia dei 20 punti), seguita da Kaufland, L'Oréal, Marks & Spencer, Dm-drogerie Markt, The Co-operative Group UK, Rewe Group, Mars, Friesland Campina e Nestlé.

Ezio Massucco

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